Via Solferino è conosciuta per essere la strada dove si trova la sede storica del Corriere della Sera. Per niente famoso, ma altrettanto veritiero che qui c’era anche la mia scuola media, la Cagnola.

 

Probabilmente alcuni studenti delle scuole medie così come qualche adulto ignorano da dove arrivi questo nome: accade spesso per i nomi delle vie. Tranne i casi in cui la persona è davvero famosa a livello internazionale, tendiamo a non pensare che dietro ad un nome possa essere un volto o, come in questo caso, un momento di storia davvero molto importante.

Per raccontare da dove arriva Solferino, dobbiamo tornare indietro alle guerre di indipendenza.

Siamo nei giorni successivi alla sconfitta di Magenta: gli austriaci scappano verso est con i frano-piemontesi alla calcagna. Pochi giorni ed ecco che Franco Giuseppe, appositamente arrivato per prendere il comando, contrattacca sul fiume Chiese. Napoleone III non è da me no e gli eserciti si scontrano quasi inaspettatamente a Solferino. Il caos regnò sovrano: un fronte di 15 chilometri con i due schieramenti che non risparmiano un colpo.

Solferino e la Croce Rossa

Fu solo un forte temporale a bloccare, anche se non ovunque, la battaglia che fu veramente sanguinosa. Il campo lasciò un numero di feriti impressionante e la confusione che si era generata rese difficilissimi i soccorsi. Uno svizzero di nome Henry Dunant fu talmente colpito da questo caos che decise di darsi da fare e organizzare qualcosa per prendersi cura dei soldati, a prescindere dallo schieramento.

Fece in modo di trasportarli presso il duomo di Castiglione delle Stiviere e facendosi aiutare dalla popolazione, fece il possibile per dare assistenza a tutti coloro che ne avevano bisogno.

La vicenda lo portò in seguito a scrivere un libro su quanto accaduto a Solferino e da tutta questa vicenda capì l’importanza di un aiuto neutrale, per tutti: nasce così la Croce Rossa Internazionale. 

Solferino, la via del Corriere
Solferino, la via del Corriere

 

 

 

 

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...