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Via Luigi Canonica a Milano: la storia dell’architetto che ridisegnò la città

Via Luigi Canonica attraversa Chinatown, il Borgo degli Ortolani e la zona Sempione. È una strada conosciuta da molti milanesi, percorsa ogni giorno da chi vive, lavora oppure passa da questa parte della città.

Ma chi era Luigi Canonica?

Per scoprirlo non dobbiamo allontanarci molto. Proprio in questa zona, infatti, si trova l’opera che più di tutte racconta il suo talento: l’Arena Civica. Canonica non fu solamente il suo architetto. Fu uno degli uomini ai quali venne affidato il compito di immaginare una Milano nuova.

Chi era Luigi Canonica

Il suo nome completo era Cristoforo Maria Aloisio Canonica, ma tutti impararono a conoscerlo attraverso la forma italiana del suo terzo nome: Luigi.

Nacque il 9 marzo 1762 nell’attuale Canton Ticino. Sul luogo esatto della nascita rimane ancora una piccola disputa: Roveredo e Tesserete conservano due lapidi differenti e rivendicano entrambe la sua casa natale.

Era figlio del medico Pietro Canonica e di Maria Antonia Porta e crebbe in una famiglia numerosa, con cinque fratelli e quattro sorelle.

Luigi arrivò giovanissimo a Milano con l’intenzione di studiare lettere. La sua strada, però, si rivelò presto un’altra. Scelse l’architettura, entrò all’Accademia di Brera e divenne allievo di Giuseppe Piermarini.

Piermarini ne riconobbe il talento e lo accolse nella propria cerchia. Fu l’inizio di una carriera destinata a intrecciarsi profondamente con la trasformazione di Milano.

Luigi Canonica e la Milano di Napoleone

Tra il 1796 e il 1797 gli avvenimenti politici cambiarono rapidamente il volto della città. Con l’arrivo di Napoleone e la nascita della Repubblica Cisalpina, Milano si ritrovò al centro di grandi progetti di rinnovamento.

Piermarini venne allontanato dal proprio incarico di architetto di Stato. Al suo posto fu scelto Canonica, che nell’agosto del 1797 aveva trentacinque anni.

La responsabilità era enorme. Canonica non doveva limitarsi a progettare nuovi edifici: doveva contribuire a immaginare la capitale della nuova Repubblica. Successivamente sarebbe diventato anche architetto reale del Regno d’Italia napoleonico.

Milano stava cambiando e Luigi Canonica si trovò nella posizione di poter disegnare una parte importante di quel cambiamento.

I teatri progettati da Luigi Canonica

La prima grande prova fu il Teatro dei Filodrammatici, inaugurato il 21 dicembre 1800. Poteva accogliere circa mille spettatori e aveva quattro ordini superiori realizzati come logge aperte, senza la tradizionale divisione in palchi.

Pochi anni più tardi arrivò il Teatro Carcano, costruito lungo l’allora prestigioso corso di Porta Romana e inaugurato nel 1803. Canonica prese come riferimento la Scala e il Teatro della Cannobiana, progettando una sala con quattro ordini di palchi, stucchi e decorazioni neoclassiche.

L’architettura teatrale divenne la sua vera specialità. Canonica ampliò il palcoscenico della Scala e progettò o completò teatri a Cremona, Brescia, Como, Mantova, Sondrio, Genova, Novara e in altre città dell’Italia settentrionale.

Molti di questi edifici furono modificati oppure demoliti nel corso del tempo. Altri conservano ancora oggi una parte importante della struttura immaginata da Canonica.

Il progetto del Foro Buonaparte

Una delle questioni più importanti della Milano napoleonica riguardava l’area intorno al Castello Sforzesco.

Napoleone aveva ordinato la demolizione del Castello, ma l’intervento fu realizzato soltanto in parte. Vennero eliminate le fortificazioni spagnole esterne, mentre il nucleo sforzesco riuscì a sopravvivere.

Per trasformare tutta la zona era stato presentato un progetto grandioso, con un’enorme piazza circolare circondata da edifici pubblici, portici, negozi, terme, musei e teatri. Il costo, però, era troppo elevato per una città che contava circa 120.000 abitanti.

Canonica propose una soluzione più concreta e realizzabile: un grande piazzale davanti al Castello, accompagnato da un passeggio pubblico e da viali alberati.

Il progetto venne realizzato tra il 1803 e il 1807 e prese il nome che conosciamo ancora oggi: Foro Buonaparte.

L’Arena Civica, il capolavoro milanese di Canonica

Dopo la sistemazione dell’area davanti al Castello rimaneva ancora un grande spazio vuoto nella parte retrostante.

Nel 1805 Luigi Canonica ricevette l’incarico di progettare un edificio destinato alle feste, agli spettacoli e alle celebrazioni pubbliche. Nacque così l’Arena Civica, considerata la sua opera milanese più importante.

Per disegnarla Canonica si ispirò agli antichi circhi romani. L’Arena ha una forma ellittica, è lunga 240 metri e larga 120. Al momento della sua costruzione poteva accogliere fino a trentamila spettatori.

Anche i materiali utilizzati raccontano la trasformazione della città. Per costruirla furono impiegate le pietre provenienti dalle fortificazioni spagnole demolite intorno al Castello Sforzesco e i resti del castello di Trezzo sull’Adda.

La vecchia Milano diventava così, materialmente, la base sulla quale costruire quella nuova.

L’Arena venne inaugurata il 17 dicembre 1807, alla presenza di Napoleone, con una grande naumachia, una battaglia navale simulata.

Ancora oggi rimane uno dei luoghi più riconoscibili della zona Sempione e uno dei segni più evidenti lasciati da Luigi Canonica a Milano.

Il Piano dei Rettifili e il Parco di Monza

Canonica partecipò anche alla Commissione d’Ornato incaricata di definire il Piano Generale di Milano.

Il cosiddetto Piano dei Rettifili aveva l’obiettivo di rendere più regolari i principali percorsi della città, ancora condizionati dalla struttura irregolare della Milano medievale. A Canonica vennero affidate le zone di Porta Vercellina e Porta Comasina.

Il suo lavoro non si fermò ai confini cittadini.

Dopo l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia, il viceré Eugenio di Beauharnais volle realizzare accanto alla Villa Reale di Monza una grande tenuta modello e una riserva di caccia.

I lavori furono affidati a Canonica. Tra il 1806 e il 1808 prese forma un parco esteso per oltre otto chilometri quadrati e circondato da un muro lungo quattordici chilometri: il grande Parco di Monza.

Gli ultimi anni e il lascito di Luigi Canonica

Luigi Canonica morì a Milano il 7 febbraio 1844, nella sua casa di via Sant’Agnese. Non si sposò e non ebbe figli. Fu sepolto nel Fopponino di Porta Vercellina, oggi non più esistente.

La sua eredità, però, non fu soltanto architettonica.

Canonica lasciò a Tesserete una somma annuale destinata all’istruzione dei figli maschi del Comune, perché potessero imparare a leggere, scrivere e fare di conto. Donò inoltre quarantamila lire austriache per istituire una scuola infantile e una scuola per le ragazze.

È un particolare che completa il ritratto dell’uomo.

Luigi Canonica aveva trascorso la vita progettando teatri, parchi, piazze e nuovi spazi urbani. Alla fine pensò anche alle persone che avrebbero abitato il futuro, scegliendo di investire nella loro educazione.

Ascolta la storia di Luigi Canonica

Via Luigi Canonica non è quindi soltanto una strada che attraversa Chinatown e la zona Sempione. È il nome di un architetto che contribuì a cambiare il volto di Milano e che ci ha lasciato alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili.


La puntata fa parte di Non sono solo strade, il podcast di Milano da Vedere dedicato alle persone che si nascondono dietro i nomi delle vie milanesi.

Domande frequenti su Luigi Canonica

Dove si trova via Luigi Canonica a Milano?

Via Luigi Canonica attraversa la zona compresa tra Chinatown, il Borgo degli Ortolani e Sempione, non lontano dall’Arena Civica.

Chi era Luigi Canonica?

Luigi Canonica fu un architetto e urbanista nato nel Canton Ticino nel 1762 e attivo soprattutto a Milano e in Lombardia. Fu architetto di Stato della Repubblica Cisalpina e successivamente architetto reale durante il Regno d’Italia napoleonico.

Chi ha progettato l’Arena Civica di Milano?

L’Arena Civica fu progettata da Luigi Canonica a partire dal 1805. Venne inaugurata il 17 dicembre 1807 con una grande battaglia navale simulata alla presenza di Napoleone.

Quali sono le opere più importanti di Luigi Canonica?

Tra le sue opere più conosciute ci sono l’Arena Civica, il Foro Buonaparte, il Teatro Carcano e il Parco di Monza. Canonica lavorò inoltre al Teatro alla Scala e a numerosi altri teatri italiani.

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradihttps://www.danilodagradi.it
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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