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Luigi Mangiagalli, il Sindaco fondatore dell’Università Statale

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Luigi Mangiagalli fu il Sindaco di Milano che succedette ad Angelo Filippetti dopo il breve governo affidato dalle squadre fasciste ai commissari Ferdinando Lalli e Pio Carbonelli.

Nacque il 16 giugno 1850 a Mortara in una famiglia di mercanti e proprietari terrieri e studiò medicina e chirurgia a Pavia, dove si laureò nel 1873. Dopo un anno di esperienza maturata nella clinica di Vigevano proseguì la sua strada presso l’Ospedale Maggiore di Milano, come assistente nel reparto ostetrico ginecologico e pediatrico.

Approfondì i suoi studi in materia frequentando la scuola di ostetricia di Santa Caterina a Milano. Nel frattempo scrisse e pubblicò relazioni ed osservazioni cliniche che gli fecero guadagnare una buona reputazione sul piano clinico e scientifico, grazie a cui gli si aprirono le porte per una carriera universitaria.

Ottenne la cattedra di ostetricia e ginecologia prima presso l’Università di Sassari e poi in quella di Catania. Nel 1888 venne chiamato a Milano per dirigere il reparto ostetrico-ginecologico dell’Ospedale Maggiore che, sotto la sua guida, divenne un centro d’avanguardia presso cui si formarono validi medici.

Concluso l’incarico a Milano nel 1895 tornò ad insegnare a Pavia, dove riorganizzò il corso di clinica ostetrica e ginecologica integrandolo con una valida attività didattica.

Entrato nel Comune di Milano come Consigliere appartenente al partito democratico venne eletto deputato al Parlamento nel 1899. Nel 1903 venne nominato direttore della scuola di ostetricia di Santa Caterina di Milano ed anche presidente dell’Associazione medica lombarda dove, anche grazie alla sua nomina a Senatore del Regno avvenuta nel 1905, fu promotore della nascita degli Istituti clinici di perfezionamento per i giovani medici.

Fece aprire il primo istituto in Italia con un reparto di oncoterapia ginecologica e l’asilo Regina Elena per le madri non abbienti che diresse fino al 1922.

Conclusasi la Prima Guerra Mondiale si schierò con coloro che sostenevano le rivendicazioni dell’Italia su Fiume e la Dalmazia. Membro del Blocco Nazionale costituito da liberali, popolari, democratici moderati e fascisti, venne eletto Sindaco di Milano nel dicembre del 1922.

Rappresentante di una coalizione si trovò, tre anni più tardi, a guidare la città in nome del Partito nazionale fascista, sotto cui aderì al progetto per la trasformazione di Milano in una grande città di livello europeo ponendo mano al risanamento del bilancio e promuovendo la realizzazione di importanti opere pubbliche. Portò a compimento il progetto a cui lavorava da tempo: l’Università Statale di Milano con le facoltà di medicina e chirurgia, giurisprudenza, lettere e filosofia, scienze venne inaugurata nel dicembre del 1924 sotto la direzione dello stesso Mangiagalli.

Due anni più tardi venne istituita la legge secondo cui nei comuni con oltre 5000 abitanti i sindaci elettivi venivano aboliti e sostituiti con podestà nominati dal governo. Il Mangiagalli si dimise come Sindaco e come Rettore, abbandonò l’insegnamento e portò a termine il progetto avviato nel 1925 della realizzazione dell’Istituto del cancro di cui assunse la presidenza.

Luigi Mangiagalli morì a Milano il 3 luglio 1928. Nel corso della sua carriera pubblicò incessantemente studi, lavori e relazioni mediche che diedero un fondamentale contributo alla ricerca scientifica.

La città lo ricorda nella via che congiunge viale Romagna a piazzale Gorini.

Luigi Mangiagalli
Luigi Mangiagalli