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Giuseppe Mussi, il sindaco di inizio Novecento

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Giuseppe Mussi fu un politico di orientamento democratico radicale che venne eletto sindaco di Milano dal dicembre del 1899 al dicembre del 1903 all’interno del partito dell’estrema sinistra storica.

Figlio di una ricca famiglia borghese nacque a Milano il 2 gennaio 1836. Si laureò in giurisprudenza all’Università di Pavia nel 1860, tuttavia non esercitò mai l’avvocatura dedicandosi invece alla politica e all’attività di pubblicista. Scrisse per diversi giornali fra cui la Gazzetta di Milano, La Capitale e Il Secolo.

Nel 1861 venne eletto deputato provinciale di Milano per cui si occupò, tra le altre cose, della revisione dei conti. Entrò nel consiglio comunale di Corbetta diventandone sindaco tra il 1864 e il 1868 e dal 1879 al 1886 ed in quello di Milano dove rimase dal 1868 al 1904, salvo alcune interruzioni.

Giovane arguto ed erudito entrò trentenne alla Camera dei deputati, sedendo tra i banchi dell’estrema sinistra come rappresentante del collegio di Abbiategrasso dove aveva i suoi possedimenti terrieri.

Con il passaggio dal suffragio dei collegi uninominali a quello dei collegi plurinominali avvenuto nel 1882, Giuseppe Mussi si candidò nel collegio di Milano e vinse. Rimase all’interno del collegio milanese anche nel 1892, quando si tornò al sistema uninominale, rappresentando il IV collegio di Milano.

Due anni più tardi, lo scioglimento del partito socialista sotto il governo Crispi fece avvicinare Mussi all’opposizione, dove fu tra i fondatori della Lega per la difesa della libertà che vide la formazione di un fronte antigovernativo composto da democratici, radicali, repubblicani e socialisti milanesi.

Membro del Consiglio del Grande Oriente d’Italia, Giuseppe Mussi tentò di far bandire Crispi dalla Massoneria a causa dell’eccessivo clericalismo di alcune sue scelte governative.

In veste di deputato e sindaco di Milano fu promotore della riforma della finanza locale che contemplava l’abolizione del dazio consumo e la sua sostituzione con forme di tassazione diretta. Introdusse il pagamento di nuove imposte e promosse una radicale ristrutturazione delle amministrazioni, con l’abolizione delle sottoprefetture e la riduzione delle prefetture, dei tribunali, delle preture ed anche delle università.

Giuseppe Mussi morì a Baveno, in provincia di Novara, il 18 agosto 1904.

Fu promotore di una politica in difesa degli interessi economici delle classi più deboli proponendo di migliorare le leggi su salari e previdenza operaia e sulla tutela dei lavoratori. Creò, inoltre, una fitta rete associativa di istituzioni filantropico-assistenziali di ispirazione laica.

Milano ricorda il suo sindaco di inizio Novecento nella via che congiunge corso Sempione con piazza Gerusalemme.

Giuseppe Mussi
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