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Gian Giacomo Gallarati Scotti, il Podestà amante della natura

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Gian Giacomo Gallarati Scotti fu il Podestà di Milano che succedette a Guido Pesenti dal giugno 1938 all’agosto del 1943.

Nacque a Oreno, frazione di Vimercate, il 2 settembre 1886. La sua era una famiglia aristocratica: il padre Gian Carlo era principe di Molfetta, la madre, Luigia Melzi d’Eril discendeva dai Duchi di Lodi e dai Conti di Casalmorano.

Laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova, intraprese subito la carriera diplomatica prestando servizio nelle colonie dell’Eritrea e in Libia, dove ricoprì l’incarico di commissario governativo. In Libia, durante una spedizione all’oasi di Giarabub, venne ferito ad un braccio che, in seguito ad un’infezione, gli venne amputato.

Rientrato in Italia, Gian Giacomo Gallarati Scotti nel 1926 fu nominato Podestà di Oreno che all’epoca era un comune indipendente. L’anno successivo convolò a nozze con la veneziana Ida Mocenigo Soranzo da cui ebbe quattro figlie.

Nel 1934 venne nominato Senatore del Regno per cui, tra il 1939 e il 1943, diventò Membro della Commissione degli affari dell’Africa Italiana e, tra il ’42 e ’43, Membro degli affari esteri, degli scambi commerciali e della legislazione doganale.

Gian Giacomo Gallarati Scotti pur appartenendo al Partito Nazionale Fascista non si distinse mai per il suo attaccamento al regime. Nonostante ciò e nonostante avesse un fratello, Tommaso, notoriamente antifascista, venne nominato Podestà di Milano nel giugno del 1938. Svolse il suo compito fino all’agosto del ’43 quando, dopo la caduta di Mussolini, venne sostituito dal commissario prefettizio Giorgio Boltraffio.

Sul suo operato alla guida della città non ci sono particolari accadimenti degni di nota, il suo nome è legato principalmente all’attività svolta in favore della protezione della natura, portata avanti dopo l’abbandono dalla scena politica.

Gian Giacomo Gallarati Scotti e la natura

Una passione nata fin da bambino, quando andava in villeggiatura estiva a Madonna di Campiglio, dove il padre si recava per la caccia all’orso. Una vocazione consolidata nella villa di Oreno e nel suo grande parco, dove il padre teneva in un recinto Griso, uno splendido esemplare di orso bruno. Fu grazie a Gian Giacomo Gallarati Scotti che l’orso bruno venne inserito tra le specie protette, provvedimento che tutelò l’animale dall’ estinzione.

Ultimo superstite dei senatori del Regno d’Italia morì, novantasettenne, il 4 gennaio 1983 nella sua residenza veneziana.

Gian Giacomo Gallarati Scotti
Gian Giacomo Gallarati Scotti