Emanuele Greppi è stato una figura importante per la città di Milano. Nato nel 1853 in una famiglia nobile, fu avvocato, politico e appassionato di storia e guidò la città come sindaco dal 1911 al 1913, in un momento storico complesso, dimostrando competenza, onestà e grande attenzione ai bisogni dei cittadini.
Appartenente a un’illustre famiglia lombarda, i conti di Bussero e Corneliano, Emanuele Greppi ricevette un’educazione giuridica ed economica che si intrecciò presto con l’ampio patrimonio culturale dell’archivio di famiglia, contenente preziosi documenti risalenti al Quattrocento. Tali fonti furono di ispirazione per studi storici, in particolare sulla storia economica e politica lombarda, che contribuirono a definire la sua vocazione di storico rigoroso e appassionato. Non a caso, fu anche presidente della Società Storica Lombarda e autore di studi importanti su Milano e il suo passato.
Emanuele Greppi, un Sindaco con la testa sulle spalle
La grandezza di Emanuele Greppi non si limita all’ambito accademico. Per quasi trent’anni fu consigliere comunale di Milano, presente nelle giunte Belinzaghi, Negri, Vigoni e Ponti ricoprendo un ruolo centrale nella vita amministrativa della città.
La sua elezione a sindaco nel gennaio 1911 segnò l’inizio di una stagione politica segnata da rigore finanziario e visione strategica. La cosiddetta “politica invernale” da lui promossa, con misure fiscali mirate e un’attenta gestione della spesa pubblica, portò a una sostanziale riduzione del disavanzo comunale nel biennio 1912-1913.
Nel suo mandato da sindaco, Emanuele Greppi seppe affrontare questioni complesse: dalla razionalizzazione delle imposte locali all’avvio di progetti infrastrutturali ambiziosi come lo studio per la metropolitana, il porto fluviale e il canale Milano-Venezia. In parallelo, rafforzò i servizi sociali comunali e promosse la costruzione di Città Studi, rendendo Milano una città più moderna ed efficiente.
Emanuele Greppi, l’uomo uomo delle istituzioni
Nel 1906 Greppi fu anche presidente dell’ANCI, l’Associazione dei Comuni Italiani che rappresentava il principale strumento per la difesa delle autonomie locali contro un centralismo statale ancora dominante, dove si batté per dare più autonomia ai comuni e meno potere allo Stato centrale. Le sue idee erano moderne: proponeva già allora un Consiglio dei Comuni con potere decisionale, un’idea che sarebbe tornata d’attualità molti anni dopo.
Nel 1913 venne nominato senatore del Regno. E anche in Parlamento continuò a parlare dei problemi concreti delle città, come le tasse locali, i trasporti e le scuole. Era un liberale moderato, ma con idee molto chiare su come rendere più efficiente lo Stato.
Un’eredità ancora viva
Oltre alla politica, Emanuele Greppi si occupò anche di beneficenza. Fu presidente di orfanotrofi e ospedali, e guidò l’Opera Bonomelli, che aiutava gli italiani emigrati all’estero. Durante la Prima Guerra Mondiale, organizzò la raccolta di fondi per assistere le famiglie in difficoltà.
La sua attività come storico lo portò a curare importanti pubblicazioni, come il carteggio dei fratelli Verri e le lettere del suo antenato Antonio Greppi. Gran parte del suo archivio di famiglia fu donato all’Archivio di Stato di Milano.
Emanuele Greppi morì a Milano nel 1931, ma la sua visione di una Milano moderna, efficiente e giusta è ancora oggi un esempio da seguire. Le sue scelte concrete, fatte sempre nell’interesse della città, lo rendono una delle figure più importanti nella storia di Milano.


