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giovedì 6 Maggio

Cappella Crotta-Caimi, antico tesoro di Sant’Eustorgio

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Eccoci di nuovo in Sant’Eustorgio per proseguire il nostro giro delle cappelle gentilizie. Terza a destra, dopo la Brivio e la Torelli, vediamo la Cappella Crotta-Caimi chiamata anche Cappella della Beata Vergine del Rosario.

La sua costruzione iniziò nel 1443 per volere dei Crotta, una nobile famiglia di antiche origini bergamasche che nel XV secolo prestava servizio presso i Visconti. Venne poi rimaneggiata nel 1732 da Francesco Croce, architetto “di transizione” che seppe sfruttare con sobrietà gli stimoli del barocco fondendoli sapientemente allo stile neoclassico.

Tra gli elementi di spicco della Cappella Crotta-Caimi c’è il sarcofago funerario di Protasio Caimi, membro di un’antica famiglia milanese. L’opera, databile intorno al 1360, è attribuito a Bonino da Campione, scultore lombardo al servizio della committenza viscontea, autore, tra le varie opere, del monumento equestre a Bernabò Visconti conservato presso il Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco.

Cappella Crotta-Caimi chiamata anche Cappella della Beata Vergine del Rosario

La Cappella conserva anche il “Sant’Ambrogio sconfigge gli ariani”, una grande tela dipinta da Ambrogio da Figino, pittore manierista allievo di Giovanni Paolo Lomazzo. Di quest’opera esiste un’altra versione autografa, oggi esposta nella Sala del Consiglio di Palazzo Marino e inizialmente posta nella cappella del Tribunale di Provvisione di Palazzo Giureconsulti.

Altro elemento distintivo è la Madonna del Rosario, la statua amata e venerata dai fedeli che ogni anno, alla sera dell’ultimo lunedì del mese di ottobre, viene portata in processione fuori dalla basilica lungo le vie del Ticinese. E’ un’antica tradizione che rinforza il legame tra la Basilica di Sant’Eustorgio e il quartiere Ticinese.

La Madonna del Rosario è un’opera in legno realizzata nel 1781 dall’intagliatore Pietro Viganò. Era un artista quotato che nel 1774 potè lavorare in qualità di vice prefetto dopo la soppressione della Congregazione degli intagliatori, una sorta di università di intagliatori e scultori fondata nel 1728 da Carlo Bianco.

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