Magenta, oggi andiamo a fare un giro un po’ più lontano del solito. Prendendo via Novara usciamo da Milano in direzione ovest e passando da Settimo Milanese proseguendo verso Bareggio continuando verso Corbetta dopo circa 30 Km  siamo arrivati. Siamo al confine col Piemonte da cui è diviso dal fiume Ticino.

 

I primi insediamenti di Galli Insubri sembrano risalire al V secolo a.C. In seguito al ritrovamento di anfore, urne cinerarie e monete romane ci fu la certezza della presenza dei Romani sul territorio. Da qui passava la strada consolare romana che collegava la pianura padana con la Gallia.

Successivamente, come molti altri borghi nella zona, venne distrutta da un Federico Barbarossa poco tollerante nei confronti degli animi ribelli dei comuni lombardi della zona. Nel 1310, secondo una leggenda, l’imperatore del Sacro Romano Impero Arrigo VII diretto verso Milano si fermò forzatamente a Magenta a causa di una forte nevicata. Per ringraziare dell’ospitalità ricevuta elevò il luogo alla dignità di borgo e istituì il mercato settimanale.

Nel 1396 buona parte del territorio magentino venne donato da Gian Galeazzo Visconti ai monaci della Certosa di Pavia che si occuparono di migliorarne lo sfruttamento agricolo.

Dai  Visconti Magenta passò agli Sforza e poi a Carlo V d’ Asburgo. La dominazione asburgica si protrasse per oltre 150 anni; in seguito, durante la prima guerra d’ indipendenza nel 1848 le truppe di Carlo Alberto di Savoia occuparono il territorio magentino.

Il 4 giugno 1859 si svolse la famosa Battaglia di Magenta che vide fronteggiarsi i piemontesi con i loro alleati francesi contro l’esercito imperiale austriaco. I franco-piemontesi ebbero la meglio. Questa vittoria permise la conquista della Lombardia e fu il primo passo verso l’unificazione nazionale. Il 28 settembre 1947 Enrico De Nicola elevò Magenta al rango di città.

In memoria ai caduti della battaglia di Magenta nel 1872 venne edificato un obelisco di 35 metri dove sono conservate le ossa dei caduti. Nella cripta si contano più di cinquemila teschi. E’ una visita suggestiva che vi suggeriamo di fare.

Magenta ha un patrimonio artistico molto ricco a partire dalla basilica di San Martino che è la chiesa più ampia della diocesi dopo il Duomo di Milano, passando per il Santuario della Beata Vergine Assunta e Monastero dei Celestini, per la Chiesa di San Rocco e poi per l’oratorio di San Biagio. Ci sono diverse ville e case e alcuni palazzi che raccontano pezzi di storia.

Segnatevi in agenda di passare da queste parti!

magenta - la presa di casa Giacobbe
magenta – la presa di casa Giacobbe