Luca Beltrami: decisamente uno dei personaggi più influenti della storia recente di Milano. Molto di ciò che in città vediamo, studiamo ed ammiriamo è frutto anche del suo contributo.

 

Nasce qui, di buona famiglia, nel 1854. Studia a Brera per poi dirottarsi al Politecnico e laurearsi in architettura nel 1876. Da qui parte per Parigi per una breve parentesi di studio e lavoro nei cantieri per fare ritorno nell’amata Milano giusto un paio di anni dopo con all’attivo anche una mostra personale di incisioni, in fondo era nato artista.

A richiamarlo in città inoltre l’offerta della cattedra di architettura all’Accademia di Brera. Il professore abbandonerà di nuovo la poesia dell’Accademia per concentrarsi sulla scientificità delle cattedre del Politecnico, in cui assume il medesimo incarico. Come da studente, così da professionista. Coerente come il suo approccio nella veste di restauratore.

Nel periodo in cui il restauro è selvaggio e più di moda che storico, Luca Beltrami oppone la sua personale visione. Dal restauro di fantasia, o stilistico, si distacca portando pile di documenti e disegni trovati nella polvere degli archivi, elementi imprescindibili per il corretto restauro di un monumento. Non a fantasia, ma così com’era, così come risulta dai documenti originali.

E’ con questo metodo che approccia al castello Sforzesco, con la precisa volontà di riportare il maniero ai fasti di Ludovico il Moro, ricostruendo camminamenti e soprattutto, la quattrocentesca torre del Filarete. Lavora in Piazza Mercanti, lavora a Santa Maria delle Grazie, si interessa di ogni angolo della città fino a ritrovare, lui personalmente, il terreno su cui Leonardo da Vinci coltivava la sua vigna.

Con la sua macchina fotografica è proprio lui a scattare le foto della vigna di Leonardo, le uniche , prima che venisse rasa al suolo dalla speculazione edilizia a cui non riuscì ad opporsi nel 1922. Da Milano a Roma dove ovviamente lavora in Vaticano per Pio XI e per cui organizza la nuova Pinacoteca Vaticana. Opere, rilievi, ricostruzioni, pubblicazioni, la responsabilità del patrimonio artistico lombardo presso l’ufficio regionale dell’epoca.

luca beltrami
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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...