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Torre Breda, il Grattacielo di Milano

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Torre Breda, siamo in piazza Repubblica all’angolo con via Vittor Pisani e viale Tunisia davanti a quello che in origine era conosciuto come il Grattacielo di Milano.

La sua costruzione, iniziata nel 1950, fu il simbolo del rinnovo e della capacità di risollevarsi di Milano dopo le devastazioni lasciate dal secondo conflitto mondiale.

Venne realizzato in cinque anni su progetto di Eugenio ed Ermenegildo Soncini e di Luigi Mattioli. Il giorno della sua inaugurazione era il grattacielo più alto d’Italia. Per la sua realizzazione fu necessario rivedere il Piano Regolatore Generale Comunale della città secondo cui nessun edificio poteva superare la guglia più alta del Duomo sormontata dalla Madonnina.

La Torre Breda è alta 116,25 metri divisi per 31 piani. Secondo un progetto depositato prima dell’inizio della guerra al suo posto doveva nascere un edificio simmetrico a quello di 64 metri presente sul lotto opposto. Non fu semplice arrivare a un compromesso, ma dopo quasi due anni di trattativa si decise di dividere architettonicamente la Torre Breda in due parti: un corpo basso a filo strada che richiamava la struttura delle case circostanti e una torre arretrata e più slanciata che si protraeva verso il cielo.

Divisione mantenuta anche per la destinazione: uffici nei primi otto piani e appartamenti nella torre. Costruita in calcestruzzo armato sfidava i grattacieli americani d’acciaio. I suoi architetti volevano dimostrare che usando un materiale tipicamente italiano si otteneva ugualmente l’esile verticalismo dei grattacieli in vetro americani. Ed infatti, finita la sua costruzione, la Torre Breda era il grattacielo in calcestruzzo armato più alto del mondo.

La dotazione degli impianti era innovativa: uffici e appartamenti avevano un collegamento con l’ufficio postale interno tramite posta pneumatica, le vasche da bagno erano riscaldate e termostatate, le cucine erano dotate di tritarifiuti, il climatizzatore centralizzato sfruttava l’acqua prelevata dal sottosuolo, gli ascensori arrivavano all’ultimo piano in 30 secondi.

Nel 2009 la Torre Breda è stata ristrutturata e la sostituzione delle tessere in gres ceramico azzurrato digradante, la cui sfumatura dava l’illusione ottica di convergenza verso l’alto delle linee di spigolo, ha appiattito un po’ i prospetti.

In occasione del Fuorisalone 2019 l’attico al 29° piano ha aperto le porte al pubblico, occasione più unica che rara. Da qui la visuale su Milano a 360° è meravigliosa e gli interni sono splendidi, compresa la sontuosa fontana posizionata sul terrazzo di 400 mq.

Oggi pochi fortunati possono godere di una vista tanto esclusiva, infatti l’attico è chiuso al pubblico e viene usato per eventi privati d’élite.

Torre Breda
Torre Breda