Palazzo Carmagnola

Non nascondiamoci dietro ad un dito, questo lo conosciamo praticamente tutti. Palazzo Carmagnola è uno dei più frequentati, ci si va teatro, oppure per un aperitivo. Più semplicemente ci passiamo davanti ogni volta che percorriamo via Dante, per cui sconosciuto non è.

Ma la sua storia? Eh, la sua storia comincia nella Milano viscontea. Va Dante non esisteva e qui ci saremmo trovati nel groviglio di viuzze medioevali. Qui i Visconti vogliono un palazzo residenziale, ma sarà ben poco usato avendo già a disposizione in città palazzo Ducale ed altre residenze più spaziose.

Nel 1415 Filippo Maria lo cede al Francesco Bussone detto Carmagnola. Il Carmagnola era uno dei condottieri più ricercati dell’epoca, un mercenario in sostanza, ma tra i migliori. A lui Milano deve molto almeno fino a quando non cambia bandiera, mettendosi al soldo di Venezia. La paura di un altro cambio di sponda induce i veneziani a condannarlo a morte. Il palazzo Carmagnola è ereditato dalle figlie.

Nel 1465 qui viene ospitata la cerimonia di sottomissione dei Genova, alla presenza di Francesco Sforza. Un altro Sforza, Ludovico, ne pretende la proprietà qualche decennio più avanti espropriandolo ai Dal Verme, parenti dei Bussone. Ludovico lo concederà alla sua preferita, Donna Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo da Vinci e meglio conosciuta come la Dama con l’ermellino. Eh si, viveva qui. Chissà Leonardo quante volte avrà varcato la soglia di questo palazzo, magari in compagnia del Moro, per discutere del ritratto. Proprio qui, dove passiamo spessissimo. Oppure con il Bramante, perchè in coppia lavorano all’abbellimento del palazzo stesso. Per dirne una, la meridiana all’interno del cortile è di Leonardo.

Con l’arrivo dei francesi il palazzo assolve alla funzione amministrativa, diventando il Broletto Nuovissimo, almeno fino al ‘600, quando viene degradato a semplice granaio. Nei secoli torna all’amministrazione pubblica diventando prima tribunale e poi prefettura. Con l’apertura di via Dante la città viene sventrata ed il palazzo menomato, rabberciato e dotato di nuova facciata.

Nel 1931, finalmente diventa proprietà comunale. Dopo aver ospitato il controspionaggio durante la guerra, nel 1947 viene ristrutturato e trasformato nel Piccolo Teatro, appena fondato da Grasso e Strehler.

Gli affreschi bramanteschi e leonardeschi però resistono. A portata di mano un angolo di rinascimento italiano.


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