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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Nebbia. Solo un milanese leggerà questa parola nello stesso modo in cui chi vi sta scrivendo la pronuncia. Siamo onesti: la nebbia solo noi la pronunciamo così e siamo tra i pochi ad amarla.

Ora: se è vero che è pericolosa quando si è in strada e lungi da me il pensiero di rimpiangerla sapendo che può provocare gravi incidenti, la nebbia è un qualcosa che il milanese ha dentro.

Ma visto che non si può parlare per altri, ecco i miei pensieri personali sulla nebbia, che ho scoperto nel 1977.

All’epoca ero molto piccolo e abitavo in una zona della città che già allora (figuriamoci oggi) non regalava momenti di grigio totale, ma qualche sprazzo qua e là. Bene: in una data che non ricordo del 1977 per la prima volta sono andato con mio papà a pescare. Vista la tenera età decise di non andare troppo lontano nè tanto meno partire nel cuore della notte. Una gitarella più che una vera e propria giornata di pesca.

Ci trovammo così sul Ticino, non distanti da Milano ma in un contesto che per la prima volta nella mia vita mi diede modo di scoprire che di giorno il sole poteva non esserci anche alle 10 del mattino nonostante non piovesse. Una sensazione, la ricordo ancora di paura mista ad emozione.

Primi anni ’90 sempre io, ma questa volta la macchina è la mia, mio papà è a casa e con me ci sono i miei amici. L’occasione era di quelle imperdibili: concerto dei Timoria. Non ricordo a che ora finì, ma non eravamo poi così lontani da Milano: il concerto era a San Colombano al Lambro. Pochi minuti, giusto il tempo di arrivare sulla statale. Niente. Non si vedeva niente. No, no, non poco, NIENTE. Io alla guida, andai avanti non so quanto tempo con uno dei miei amici che faceva strada a piedi davanti a noi. Un incubo.

Oggi: la nebbia a Milano fa fatica a vedersi. Bisogna uscire un poco per vedere quella “bella”. E vi confesso che ogni tanto qualche scappata fuori la faccio. Mi piace sentire la nebbia che mi circonda. Il profumo (per molti sarà puzza, ma a me piace) che si sente quando si è in mezzo. E quella sensazione di bagnato che lascia sulla faccia e sugli abiti.

Sarà una botta di romanticismo, non so dirvi. Ma a me le nebbia piace.

nebbia
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