Varzi. Siamo nell’Oltrepò pavese, al centro della Valle Staffora. Alcuni ritrovamenti fanno risalire i primi insediamenti ai Liguri Celelati. L’epoca di nascita del borgo è incerta, una prima traccia risale all’anno 993 quando Varzi apparteneva all’abbazia di San Colombano di Bobbio. Qui vi era la Pieve di San Germano della diocesi di Tortona da cui dipendevano diversi paesi situati nel fondovalle.

 

In epoca medievale, sotto la guida della famiglia Malaspina, il borgo conobbe il suo periodo più florido. Il sistema feudale portò ad una suddivisione del territorio in singole proprietà, autonome dal controllo regio sia dal punto di vista amministrativo che da quello difensivo. Proprio in questo periodo vennero edificati castelli e fortificazioni in diverse parti della Valle Staffora.

Nel 1275 il castello di Varzi diventò sede del Marchesato per opera dei Malaspina che fortificarono tutti i punti strategici della valle assicurandosi il controllo del territorio. Per attraversarlo era necessario pagare un pedaggio, espediente assai proficuo visto che da qui passava la Via del Sale da cui transitavano le merci provenienti dal porto di Genova e dirette ai centri della Val Padana tra cui Milano e Pavia.

Il controllo sulle arterie principali del commercio garantì il mantenimento del potere della famiglia Malaspina che, nel corso del tempo, a causa di difficili vicende di successioni, perse parte dei suoi possedimenti. Ci furono poi delle divisioni all’interno della famiglia Malaspina, una parte si schierò con i Visconti di Milano, e l’altra contro. Con l’arrivo dei Dal Verme e, successivamente, degli Sforza nonché con l’avvicendarsi di sanguinose lotte, i Malaspina persero sempre più potere e andarono incontro a una progressiva rovina.

Nei secoli di storia successivi Varzi rimase una sorta di paradiso fiscale fino al 1797, quando Napoleone soppresse tutti i feudi e li annesse alla Repubblica Cisalpina.

Alla scoperta di Varzi

Inoltriamoci adesso nelle vie del comune per andare alla scoperta dei sui tesori. Nel cuore del borgo medievale sorge il Castello Malaspina. Il nucleo più antico del maniero risale al XIII secolo. La facciata esterna richiama uno stile settecentesco. Sul lato destro vi è un secondo edificio, risalente al XV secolo, dove troviamo lo stemma dei Malaspina del ramo Spino Secco. Vi è poi la Torre delle Streghe dove, nell’epoca dell’inquisizione, vennero rinchiuse 25 donne accusate di stregoneria il cui triste destino le portò al rogo nella vicina piazza.

Addentrandoci nelle vie del borgo arriviamo in via Cappuccini dove si trova la chiesa romanica dei Cappuccini, la cui costruzione iniziò a cavallo tra il XII e il XIII secolo. I frati vi si stabilirono nel 1623 ed edificarono un convento accanto alla chiesa. Apportarono alcune modifiche alla struttura per sistemare il deperimento in cui versava dopo un lungo periodo di incuria. Con la venuta di Napoleone il convento venne soppresso e il complesso venne venduto all’asta ai cittadini di Varzi. Nel 1903 i Cappuccini riscattarono il convento e riportarono la chiesa al primitivo carattere romanico portando alla luce una parte dell’affresco dell’Annunciazione dipinta dai fratelli Baxilio presumibilmente nel 1484.

Finita la visita e prima di proseguire il nostro giro per il borgo vogliamo fermarci ad assaggiare una delle specialità locali: i ravioli al brasato. Promettono meraviglie!

varzi
varzi