venerdì,21 Giugno,2024
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Corsa contro il tempo per la nuova pista da bob

Il cronometro continua a ticchettare implacabile mentre Milano-Cortina 2026 affronta una corsa contro il tempo nella demolizione e ricostruzione della vecchia pista da bob ‘Eugenio Monti’ a Cortina.

A poco più di 300 giorni dalla fatidica data, l’attenzione è tutta concentrata sul cantiere allestito nella zona d’arrivo. La storica pista, testimone di epoche passate e gesta leggendarie, si riduce ormai a pochi frammenti, lasciando intatte solo le curve finali e la casetta d’arrivo che raccontano l’epica storia delle Olimpiadi del 1956.

Sulle pendici delle Tofane, tra i maestosi larici di Cadelverzo di Sotto, un formicolio frenetico di attività svela una lotta serrata contro il tempo. I giorni scorrono veloci verso le scadenze imposte per i controlli e le verifiche sullo stato dei lavori. Il 30 giugno, il 31 ottobre, il 31 gennaio 2025: date cruciali che segnano tappe fondamentali nel percorso verso l’obiettivo finale. La pressione è palpabile, con il 15 marzo dell’anno successivo che si profila come termine ultimo per la consegna dell’opera.

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, fa eco a segnali di ottimismo annunciando che i lavori procedono con un leggero anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ma l’impresa è titanica: 685 giorni di lavoro, un investimento totale di oltre 81 milioni di euro. La Pizzarotti di Parma, supportata da sette aziende in subappalto, si fa carico della sfida. Tuttavia, il sovraccarico finanziario grava anche su Simico, incaricata dei lavori pubblici per i Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, portando il costo complessivo a circa 121 milioni di euro.

La sfida non è solo tecnica ma anche ambientale. Le ruspe si fanno strada, abbattendo gli alberi e smantellando le parti in cemento del vecchio budello. Tuttavia, le critiche e le resistenze delle associazioni ambientaliste rimangono un ostacolo da superare.

Corsa contro il tempo per la nuova pista da bob

Intanto, a Losanna si moltiplicano le voci della cautela. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), pur restando inizialmente in disparte, minaccia di spostare le gare in Svizzera, a St. Moritz, se i ritardi persisteranno. Christophe Dubi, direttore esecutivo dei Giochi olimpici, non nasconde le preoccupazioni: “I lavori sono iniziati con grande ritardi, le statistiche dimostrano che mai prima d’ora una pista è stata costruita in così poco tempo soprattutto sotto l’aspetto tecnico, fondamentale per garantire l’adeguata sicurezza degli atleti”.

Il futuro della pista di Cortina rimane incerto. Se marzo 2025 segnerà l’omologazione, i Giochi potranno svolgersi come previsto. In caso contrario, sarà necessario un piano B. Il destino della competizione pende su un filo sottile, tra la speranza di un completamento tempestivo e il rischio di un trasferimento improvviso in territorio svizzero.

Ma non tutto è buio nell’orizzonte olimpico. Con la nuova struttura, Cortina si prospetta una candidata ideale per ospitare futuri eventi internazionali. È altamente probabile che la Federazione Internazionale (FIBS),presieduta dall’italiano e membro dell’Esecutivo del Cio, Ivo Ferriani, sceglierà il nuovo impianto di Cortina per Mondiali e Coppe del Mondo, alimentando il sogno di una rinascita sportiva.

E mentre si fa il bilancio della stagione invernale tra le dolomiti, l’Italia guarda già al futuro. Lombardia e Trentino si candidano per i Giochi olimpici under 18 del 2028, con Cortina pronta ad accogliere il bob in una nuova era di gloria sportiva.

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