Gromo. Oggi siamo nella provincia bergamasca. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Seriana.

 

Il territorio era abitato fin dall’epoca romana. Nel 744 Carlo Magno dona i territori dell’Alta Val Seriana al Monastero di San Marino di Tours e a quello di Saint Denis De Paris. Tre secoli più tardi L’Episcopato di Bergamo se ne riappropria ben sapendo del vantaggio che ne avrebbe potuto ricavare dall’estrazione dell’argento e del ferro di cui la zona era ricco.

Nel 1179 il vescovo Guala di Bergamo concede, dietro pagamento, l’uso dei beni dell’alta valle alle famiglie montane. Ma questo modus operandi non piaceva ai vescovi che succedettero al Guala così, nel 1219 il vescovo Giovanni Tornielli prende in mano la situazione e minaccia di scomunica tutti coloro che si sarebbero rifiutati di restituire i beni alla chiesa di Bergamo.

Gromo diventa un comune autonomo nel 1238 e nel 1267 diventa borgo mantenendo in questo modo i diritti sulla vendita dei metalli e beneficiando dell’esenzione di qualsiasi tributo. Due erano le famiglie che dominavano nella zona: i Buccelleni e i Priacini. Grazie a loro il paese si sviluppò con le creazione di alcune fucine e il commercio delle armi.

Quando i Visconti occuparono Bergamo e i borghi limitrofi l’amministrazione fu messa in mano a podestà nominati dalla sede centrale. Nel 1428 la Repubblica di Venezia dominava l’alta Val Seriana e apprezzava la qualità delle armi bianche prodotte da Gromo. Ciò favorì i rapporti commerciali anche oltre il territorio lombardo.

Ma questo clima produttivo viene tragicamente interrotto nel 1666 da una frana che distrugge la maggior parte delle fucine e causa la morte di molti abitanti. Con l’arrivo di Napoleone vengono revisionati i confini territoriali e conglobati alcuni borghi. Quando subentra il Regno Lombardo-Veneto i conglobamenti precedenti vengono scissi.

Gromo: facciamo quattro passi

Da non perdere quando si arriva a Gromo, sicuramente la chiesa romanica di San Giacomo e San Vincenzo. Al suo interno un altare ligneo dorato del 1645 e una Pala di Ognissanti di Antonio Marinoni. Il battistero è in stile rinascimentale. Uscendo, in fondo al portico, c’è una piccola cappella dove sono custoditi affreschi giotteschi e una pietra tombale del vescovo Buccelleni per volere del quale venne costruita la cappella.

Gromo è dominato dal castello Ginami costruito dalla famiglia Bucelleni nella prima metà del XIII secolo. Bello poi Palazzo Milesi, sede del comune e dell’ufficio turistico.

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