Mondeghili, al-bunduckc, albondigas. Milanese, Arabo, Spagnolo. Tre parole diverse per chiamare la stessa cosa: delle “polpette” schiacciate. Stiamo parlando di un piatto di recupero, di quelli perfetti per non buttare via gli avanzi che girano nel frigo.

 

Furono gli arabi ad insegnare agli spagnoli come creare una sfera di carne e come friggerla. Stiamo parlando dell’al-bunduckc che i castigliani hanno trasformato in albondiga. I più di centocinquant’anni di dominazione spagnola hanno lasciato a Milano non solo la ricetta ma anche la denominazione della stessa, che nel corso del tempo si è trasformata in albondeguito per diventare albondeghito e infine mondeghilo.

Oggi, spesso sommariamente, si considera i mondeghili tali e quali a una polpetta ma così non è. La polpetta, in tutta Italia, è una preparazione tondeggiante a base di carne trita che può essere fresca oppure di recupero di carne avanzata da arrosti e/o bolliti. A Milano la polpetta è la Polpett de verz, un involtino di verza ripieno di carne, tutt’altra cosa.

mondeghili
mondeghili

Non esiste una ricetta scritta risalente al seicento probabilmente perché in origine non era contemplata la patata come ingrediente, che, effettivamente, fino alla prima metà dell’ottocento non era una materia prima comune in città.

Mondeghili: ecco la ricetta

La ricetta più basica prevede l’utilizzo della carne di manzo avanzato, salsiccia, salame crudo o mortadella (possibilmente di fegato), della patata lessa, del pane bagnato nel latte (preferibilmente la mollica), uovo (magari con l’albume montato a neve), grana padano, aglio o cipolla e noce moscata. Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un impasto malleabile. Formare delle palline della dimensione di una noce e schiacciarle leggermente. Cuocere nel burro rosso, lo stesso che useremo per schiumare i mondeghili una volta posizionati in un piatto da portata.

Come detto prima è una ricetta di recupero e, come è facile intuire, nel caso improbabilissimo in cui non li abbiate mai cucinati o assaggiati, sono deliziosi.

Per accompagnare ci vuole un buon vino rosso dal sapore deciso: un’idea? Eccola!