Lovere. Oggi andiamo sul lago d’Iseo e raggiungiamo la sponda nord-occidentale. I primi insediamenti risalgono all’epoca celtica. Con l’arrivo dei romani venne costruita la strada di San Maurizio e il centro abitato. A conferma di ciò sono state rinvenute diverse sepolture risalenti a quel periodo oltre a molte monete e gioielli che oggi sono custodite al museo archeologico di Milano.

 

Sotto Alessandro Severo la strada San Maurizio venne trasformata nella Strada Alessandra Augusta per agevolare il passaggio degli eserciti romani diretti verso il Danubio. Dopo la fine dell’impero romano il territorio loverese diventò un feudo di proprietà dei monaci di Tours e poi della famiglia Celeri. In questo periodo vennero costruite diverse fortificazioni per far fronte agli scontri tra guelfi e ghibellini.

Quando Lovere andò sotto la Repubblica di Venezia la maggior parte delle fortificazioni vennero abbattute e il comune venne amministrato da un podestà inviato da Bergamo. Seguì un periodo florido alimentato dalla produzione del Panno di Lovere, un tessuto di lana all’epoca molto ricercato.

Nel 1797 l’area passò sotto la Repubblica Cisalpina e poi al Regno Lombardo Veneto. Già a inizio ‘900 i loveresi cominciarono a dedicarsi al turismo.

Quattro passi per Lovere

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Giungiamo in Piazza Vittorio Emanuele II, un tempo chiamata piazza degli Uffizi, dove si trova il Palazzo Podestarile e la Torre Civica.

Percorrendo la via Cavour sulla destra troviamo la Chiesa di San Giorgio risalente al 1263. Dell’antica struttura non vi è quasi più traccia. Nel corso dei secoli l’edificio è andato incontro a diverse modifiche che hanno portato ad un innalzamento e ad un ampliamento della struttura. Qui sono custodite l’Ultima cena di Gian Paolo Cavagna e la Trinità con la Vergine di Antonio Gandino.

Torniamo ora a passeggiare sul lungolago di Lovere e raggiungiamo l’Accademia Tadini, un imponente edificio in stile neoclassico. Questo è uno dei musei più antichi della Lombardia fondato nel 1829. Qui troviamo alcune opere di Antonio Canova, tra cui la Stele Tadini e alcuni dipinti di Jacopo Bellini, Giandomenico Tiepolo, Francesco Hayez oltre ad altri diversi artisti lombardi e veneti.

Usciti dalla pinacoteca torniamo sul lungolago. Visto l’ora andiamo alla ricerca di un ristorante dove gustare un piatto tipico di questa zona, i casunsei, i favolosi e saporiti ravioli bergamaschi.