San Sebastiano: chiesa o tempio civico? Quel che è certo è che siamo in via Torino.

 

Prima di quella che vediamo ancora oggi durante le nostre passeggiate lungo una delle vie più frequentate di Milano, c’era la chiesa di San Tranquillino detta alla cancelleria per la vicinanza con il palazzo imperiale.

Fu nel 1319 al passaggio alla famiglia Pusterla che l’intitolazione cambiò in San Sebastiano; sempre in questo periodo avremmo potuto assistere alla facchianata del cavallazzo, un rituale dei Pusterla che prevedeva la processione da qui al Duomo di un cavallo costruito con generi alimentari che, arrivato a destinazione, veniva dato alla popolazione.

San Sebastiano: la nuova chiesa

Nel 1576 si decise di costruire la chiesa attuale, per volontà del governatore Ayamonte; il motivo era serio: un atto votivo per la peste che aveva colpito Milano. Carlo Borromeo, arcivescovo, diede l’assenso e affidò i lavori a Pellegrino Tibaldi che iniziò a lavorare nel 1577 fino al 1586 anno in cui si trasferì in Spagna. I lavori a San Sebastiano vennero quindi presi in mano da Giuseppe Meda e nel 1599 da Pietro Antonio Barca.

I lavori terminarono nel 1616 e per oltre due secoli la gestione fu condivisa, con tante difficoltà, tra la curia ed il governatorato fino a quando nel 1861 il Comune la affidò ad una conservatoria municipale con lo scopo di tutelare dal punto di vista artistico San Sebastiano. 

Due i momenti di restauro importanti per San Sebastiano: uno nel 1938 con l’obiettivo di valorizzare tutta la struttura, togliendo le case che nei secoli si erano praticamente poggiate alla chiesa. E poi ancora nel 1970 quando sotto la cappella della pietà venne messo il sarcofago dell‘internato ignoto, ovvero la salma di uno sconosciuto morto nei campi di concentramento, a memoria della fine della seconda guerra mondiale.

Ancora oggi si dibatte spesso su questo tempio / chiesa. E’ un’opera laica o religiosa? La risposta è nella storia che vi abbiamo raccontato. Carlo Borromeo fece di tutto per rivendicare il carattere religioso di San Sebastiano, ma fin dall’inizio il progetto è stato co-gestito con il comune. Anche la nomina del cappellano per quanto proposta dall’amministrazione comunale doveva avere il via libera dell’arcivescovo.

Quel che forse è meno noto è che all’interno della Chiesa, Tempio Civico di San Sebastiano, la presenza laica, della città è molto importante. Se avete modo di entrare, cercate per esempio gli stemmi dei sei sestieri della città, che qui si trovavano per le feste patronali.

san sebastiano
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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...