San Nazaro foto di MarkusMark
San Nazaro foto di MarkusMark

San Nazaro in Brolo

San Nazaro in Brolo: tre chiese in una. Niente male se pensiamo che per raggiungere storicamente la prima, dobbiamo tornare indietro fino all’Impero Romano, quando qui si entrava nella capitale Mediolanum. Ci saremmo trovati un una lunga via porticata, nella ressa dei mercatores, che accompagnava verso la porta d’accesso della città. Ambrogio, vescovo, fa costruire quattro basiliche distribuendole fuori città ai quattro punti cardinali. A sud, la Basilica Apostolorum, affacciata sulla via porticata.

In men che non si dica la ressa di mercanti sparisce dalla via porticata per lasciar spazio alla sacralità del luogo dedicato agli apostoli. E’ S. Ambrogio stesso a consacrarla nel 386 per poi trovare nel 395 il corpo di Nazaro. Una piccola abside viene edificata intorno al corpo del Santo, un sacello ancora oggi visitabile. I marmi arrivavano dalla Libia, grazie al voto della figlia di Serena, figlia di Teodosio II e moglie di Stilicone.

Nelle vicinanze della chiesa resta un enorme prato da cui il titolo in brolo. Brolo indica appunto, un terreno incolto. In pieno rinascimento il quadriportico antistante la chiesa viene trasformato da Bramantino nella Cappella Trivulzio. Qui doveva essere il mausoleo di famiglia milanese più influente e fungere da vestibolo, da accesso alla chiesa. Una soluzione tanto singolare da essere unica.

Pochi anni dopo, nel 1540, si aggiunge anche la Cappella di S. Caterina, ispirata alle architetture del Bramante e decorata con affreschi cinquecenteschi splendidamente conservati, con tanto di Ultima Cena, una delle tante che vengono dipinte sulla scia dell’originale vinciano in S Maria delle Grazie.

Per tutto questo basta andare in corso di Port Romana. Basta un biglietto del tram.