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San Gioachimo, di fronte alle ex varesine

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

San Gioachimo, nome della chiesa e della piazza in cui la possiamo ammirare. Siamo di fronte a quello che ancora in tanti chiamiamo le ex- Varesine.

 

La chiesa di San Gioachimo è piuttosto recente: voluta da Monsignor Luigi Nazari di Calabiano, arcivescovo della nostra città nella seconda metà del 1800, venne realizzata nel 1880 ed intitolata al nonno di Gesù. Gioachimo* infatti era il marito di Sant’Anna e dalla loro unione nacque Maria.

Ai tempi della costruzione, San Gioachimo era vicinissima alla stazione Centrale, quella del 1864. La zona cambiava molto velocemente ed infatti negli anni trenta del ‘900 la stazione si spostò nuovamente e la chiesa si trovò a condividere la zona solo con i binari delle linee varesine (da qui il nome delle famose giostre).

Fu Enrico Terzaghi a costruirla: seguì uno stile che all’epoca andava molto di moda, quello neo rinascimentale. A quei tempi la chiesa aveva di fronte i sottopassaggi della vecchia stazione: solo nel 1920 si realizzò la piazza che vediamo oggi.

Le due grandi vetrate di San Gioachimo che possiamo osservare sono dedicate ai caduti della grande guerra (vetrata a sinistra), mentre sulla destra possiamo ammirare la famiglia di Maria con Gioachimo, Anna, Gesù e Giovanni Battista. Questa vetrata, realizzata nel 1932 è dedicata alla memoria di Giovanni Battista Pirelli e della moglie Maria Sormani.

*Gioachimo o Gioacchino (in ebraico Jojakim) non è mai nominato nei testi biblici canonici; la sua storia è narrata in tre vangeli apocrifi.

 

 

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