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Smartwork e lavoro da remoto, quale futuro?

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Abbiamo imparato a conoscere e a capire meglio il lavoro da remoto (telelavoro) o smart working negli ultimi due anni. Aziende pubbliche e private del Belpaese hanno fatto largo uso di questa utile forma di lavoro che ha permesso a milioni di italiani di lavorare da casa senza peraltro inficiare sulla produttività e operatività delle loro attività professionali.

Sono state tante le difficoltà iniziali legate a questo cambiamento epocale. Tuttavia, il lavoro agile è riuscito a prendere sempre più piede tanto che oggi, in molte realtà, viene richiesto non come “ultima spiaggia” in caso di estrema necessità, ma proprio come scelta indipendente dettata da diversi fattori legati sia ad un aspetto meramente sociologico che economico. Il telelavoro o lavoro agile e tutte quelle attività che possono essere svolte anche a distanza rappresentano una fetta importante della società del futuro.

Non a caso, negli ultimi anni è aumentata sempre di più la tendenza generale ad usufruire di servizi da remoto. Pionieri in questo campo sono stati i siti di gioco online che grazie ad una avanzata tecnologia in ambito di reti e infrastrutture web hanno permesso a migliaia di utenti di accedere via web a diversi titoli, dalla roulette e alle slot fino alle più popolari simulazioni di calcio come PES o FIFA.

Ma torniamo a parlare dello smart working e proviamo insieme a capire quale potrà essere il futuro per questa forma di lavoro. Come abbiamo visto, mentre in tanti hanno trovato il modo di come adattare le rispettive mansioni professionali anche al di fuori dell’ambiente del proprio ufficio, magari anche stando seduti al bar, altri si sono impegnati nello studio e nella ricerca per scoprire quali potranno essere gli sviluppi del lavoro da remoto. Sono emersi alcuni dati fondamentali che vale la pena vedere.

Il primo riguarda la percentuale di persone che lavorano a distanza. Secondo quanto riferito da Forbes, entro il 2025 più di due terzi della forza lavoro mondiale potrebbero lavorare in smart working. Le grandi aziende del settore ICT si sono già messe al passo con i tempi: i giganti della tecnologia (Google, Facebook, Twitter, ecc.) hanno implementato le politiche aziendali per cui i propri dipendenti possono scegliere già oggi di lavorare o da casa o in ufficio.

Un recente studio della McKinsey & Company ha rilevato che il potenziale di successo del lavoro a distanza si basa su diversi fattori; tra questi, va considerato in primis il settore lavorativo. Quello finanziario e assicurativo, ad esempio, sono i più adatti per accogliere sempre più nuove forme di telelavoro, senza dimenticare anche i settori della gestione, dei servizi alle imprese e del già menzionato ICT.

Le aziende che in prospettiva avranno il minor potenziale per integrare il lavoro a distanza, come facilmente intuibile, saranno quelle legate all’assistenza fisica, all’ambito edilizio o al funzionamento manuale di altri macchinari.

Lavorare da remoto non significa rinunciare alla produttività

smart working
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Monitorare e migliorare la produttività quando si lavora da remoto ha rappresentato un grande punto interrogativo per i dirigenti delle aziende che hanno dovuto far uso massiccio del lavoro agile negli ultimi anni. I dati, però dimostrano che è possibile lavorare a distanza senza perdere produttività. In effetti, sono tantissime le persone che hanno riferito di essere (o sentirsi) maggiormente produttive in telelavoro, così come sono stati tanti i datori di lavoro che hanno confermato questa tendenza. In questo caso, a fare la differenza sono le soluzioni digitale, i software e le app adottate da imprese e aziende stesse: piattaforme virtuali che soddisfino questa o quella esigenza, da casa o dall’ufficio, faranno la fortuna dei dipendenti e dei manager.

Infine, chiudiamo con il discorso legato alle interazioni sociali, altro motivo di forte preoccupazione per quanto concerne lo smart working del domani. Metà dei lavoratori da remoto si è detto “in ansia” per la mancanza di comunicazione diretta tra colleghi e superiori. Questo potrebbe portare a livelli più bassi di soddisfazione e produttività tra i lavoratori. Le aziende dovranno articolare ben presto nuovi piani di interazione tra le proprie risorse, così da tenere tutti i dipendenti sempre al passo con le novità e con tutti gli aggiornamenti.

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