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Niente sigaretta siamo milanesi: pensiero di un fumatore

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

La notizia non è certamente nuova: giusto un anno fa se ne parlò come di un provvedimento che sarebbe entrato in vigore da lì a poco. Ma poco dopo arrivò il covid.

Verso la fine di quello stramaledetto 2020 la nuova data di partenza: morale della favola, da domani 19 gennaio scattano i nuovi divieti per chi, come me, fuma.

Lo prometto subito: sono dalla parte di coloro che hanno questo vizio e quindi, come dire, il mio pensiero potrebbe essere condizionato dal vizio del fumo, ma voglio ugualmente dire la mia.

Da quanto deciso, da domani non potrò più fumare alle fermate dei tram. Sacrosanto: non l’ho mai fatto. Per una serie di motivi, due in particolare. Il primo è banale: perchè mai devo fumare se c’è gente a fianco che non conosco e che potrebbe essere infastidita dal fumo? Non è scienza, credo solo educazione. E se proprio fossi da solo alla fermata , non accenderei comunque la sigaretta perchè tempo pochi secondi arriverebbe il tram. Chi fuma sa cosa voglio dire. 

Non potrò più fumare nei parchi. L’ho fatto, anche ieri, ma ritengo il divieto giusto. Se sono così imbecille da fumare mentre passeggio in mezzo al parco, non capendo che almeno per quella passeggiata posso respirare un po’ di aria “migliore”, fanno bene ad impedirmelo. In fin dei conti per quel che mi riguarda, non fumavo ugualmente se, come per i mezzi, avevo gente intorno. Eviterò del tutto, anche nella stradina isolata del parco delle Cave. O nel peggiore dei casi di tabagismo violento, non andrò al parco.

Niente sigaretta al cimitero. Questa la capisco meno. Non mi è mai capitato di trovare la folla al cimitero e non ho quindi mai ritenuto di far danno a qualche anima viva. Per chi invece è qui a riposare, mi perdonerà se non ho mai pensato di mancare di rispetto. Onestamente non lo penso neanche adesso, ma come dire: mi adeguerò.

Zero sigarette nelle aree cani. Non ho il cane, quindi non sono obbligato a frequentare le loro aree, salvo quando ho modo di far fare due corse a Mirtilla. E mi è capitato, spesso, di fumare mentre lei annusava qua e là o faceva le sue buche. Se oltre a noi non c’è nessun altro perchè non poter fumare una sigaretta?

Impianti sportivi e stadio: niente fumo. Assolutamente d’accordo. Sport e fumo sono due mondi opposti e, seduto sugli spalti, sarei troppo vicino ad altri. Mai fatto.

La mia logica ed un personale buon senso mi porta quindi a continuare alcuni comportamenti già miei e a cambiarne altri per adeguarmi alla nuova normativa.

C’è però una cosa di questo pacchetto anti fumo che mi trova assolutamente in disaccordo: la norma prevede un’eccezione; se si manterrà una distanza di almeno dieci metri dalle altre persone sarà consentito fumare.  Non ci siamo. Se divieto deve essere che sia in toto. A prescindere dalla distanza. E se poi i metri sono 9? O 11? Togliamo questa eccezione e lasciamo la regola. Anche perchè di distanziamento sociale ne abbiamo già le scatole piene, ci manca solo il distanziamento tabagista

Niente sigaretta siamo milanesi
Niente sigaretta siamo milanesi