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lunedì 14 Giugno

Fermi un’altra volta: nebbia fitta a San Siro

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

La nebbia, quella vera, non c’è da un bel po’ a Milano, ma a volte leggendo le notizie ci pare di scorgerla. L’affaire San Siro è ancora in alto mare.

Parliamoci chiaro: siamo a pochi mesi di distanza dalle elezioni comunali qui a Milano e questo già di suo crea per forza di cose un momento chiamiamolo di riflessione. A questo si aggiunga ovviamente la pandemia e i problemi in casa Inter.

Proprio a riguardo di quest’ultimo punto, il sindaco Sala è stato chiaro: fino a quando non ci sarà certezza del futuro in casa neroazzurra, l’argomento stadio sarà accantonato.

«Penso che finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino, per noi le cose devono essere necessariamente ferme. Il punto è che non stiamo parlando solo dello stadio, e voglio dirlo con chiarezza ai milanesi. Stiamo parlando di un progetto in cui la metà dell’investimento è sullo stadio e la metà è su altre cose che portano a comporre il futuro di quell’area. Ci saranno, presumo, cinque o sei anni di lavoro. Io non posso affidare un quartiere della città, per un così lungo periodo, a realtà di cui non è certa la proprietà futura»: queste le sue parole.

zona san siro
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