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Il Mercato dell’arte diventa digitale

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L’innovazione tecnologica è entrata nelle nostre vite con passo felpato e, col tempo, ha rivoluzionato la quotidianità rendendola sempre più dinamica, tanto che il processo di digitalizzazione ha raggiunto ogni ambito, dalla burocrazia, all’informazione fino ai siti bingo online. A differenza della tecnologia, che sembra muoversi con una costante velocità, l’umanità metabolizza lentamente le novità che non sono sempre viste di buon occhio.

La maggior parte delle nostre attività si è trasferita su piattaforme digitali controllabili da remoto e, sebbene molte di queste attività siano ormai scontate, ce ne sono ancora tante che rivendicano un riconoscimento sociale.  In particolar modo, il mondo della creatività e dell’arte ha trovato nella tecnologia un nuovo linguaggio universale in grado di ampliare il pubblico di fruitori. Il 2021, infatti, ha dato avvio alla storia dell’arte digitale in seguito alla vendita della prima opera d’arte multimediale.

Il Mercato dell’arte diventa digitale
Il Mercato dell’arte diventa digitale

Cos’è l’arte digitale?

Un artefatto digitale è un contenuto creato con l’impiego di attrezzature tecnologiche quali computer e software ed è un concetto che nasconde due definizioni di fondo: quelle di arte multimediale e di arte digitale. Alla base di queste due definizioni appare, senza troppa sorpresa, la nozione di media che da una parte sottintende il mezzo tramite cui un linguaggio artistico potrebbe esprimersi e dall’altra rappresenta le modalità di creazione di elementi artistici digitali.

Un esempio di arte digitale può essere un collage, come quello dell’artista Beeple intitolato “Everydays: the first 5000 days” battuta all’asta per quasi 70 milioni di dollari, o più semplicemente un software o un’immagine manipolata al computer.

Chi è l’artista digitale?

La domanda è legittima e spontanea: l’artista digitale è un individuo creativo in grado esprimere la propria creatività realizzando o manipolando contenuti che siano, o meno, digitali. L’attribuzione del titolo di artista è giustificata dal processo stesso di creazione il quale richiede impiego di energie e di denaro.

La questione dell’arte.. digitale

Il nuovo volto dell’arte ha sollevato delle importanti questioni che mettono in discussione tutto ciò che, finora, era considerato una verità scientifica. In effetti, ammettere che l’artista digitale sia un individuo creativo è troppo inclusivo, specialmente in un mondo in cui ognuno di noi per interesse o per necessità ha imparato a padroneggiare i mezzi tecnologici.

Questa definizione sottolinea un forte contrasto con il concetto classico di arte che vede l’artista come un intellettuale, dotato di un talento raro. Pertanto, l’idea di arte digitale, a lungo andare, potrebbe minacciare lo statuto di eccezionalità dell’arte tradizionale riconoscendo la creatività con troppa superficialità.

Un’ulteriore complicazione compare dal momento in cui il contenuto digitale è messo in mostra sui social media: da una parte questi potrebbero fornire il giusto pubblico, dall’altra potrebbero essere una facile fonte di cyber censura: la censura sui social media è diventata un argomento di protesta che coinvolge tutte le arti e che, quasi sicuramente, non risparmierà quelle digitali.

La censura può tradursi nell’assenza di un giusto approccio verso le arti che nascono o diventano digitali. In un certo senso, questa mancanza compromette anche la posizione dei fruitori, i quali potrebbero non essere ancora pronti a considerare le arti multimediali come il surrogato di un’esperienza visiva più tradizionalmente estetica.

Non ci resta che riconoscere che l’arte digitale sia diventata una realtà a tutti gli effetti e, sebbene lo statuto di questa nuova modalità artistica debba ancora ben definito, non non passerà molto tempo prima di vedere queste opere nelle gallerie di arte contemporanea. L’unica certezza è che i mercati economici hanno già spalancato le porte all’arte digitale, quanto a noi, non ci resta che assistere alla sua evoluzione, nella speranza che incontri i nostri gusti.