Triennale foto di l0da_ralta
Triennale foto di l0da_ralta

Palazzo dell’arte: Triennale

Palazzo dell’arte. Ci andiamo spesso,ma lo conosciamo in realtà come Triennale, uno spazio dedicato alle esposizioni internazionali delle Arti decorative e industriali moderne e dell’Architettura moderna , triennali appunto, ma la sua è una storia molto complessa.

Nasce nel 1933 dalla matita di Muzio e dai soldi del Senatore Antonoi Bernocchi, desideroso di spostare la biennale di Monza proprio qui. La nuova sede è una cerniera monumentale tra il castello ed il parco con l’arco della Pace, una sorta di continuazione, almeno questa era l’idea. Non solo mostre però, perchè il palazzo di Muzio già ospita uffici, magazzini, una biblioteca, un teatro da 1200 posti, un bar e addirittura alcuni atellier che venivano affittati ad artisti.

Al progetto di Muzio ci mette mano anche Mario Sironi che si occupa del portico della facciata e degli affreschi nel salone centrale. Tutto qui? No, per niente. Alla Fratelli  Beretta viene data in gestione anche la sala danzante al piano superiore che diventa la Ballhaus durante l’occupazione nazista. Batteria contraerea a difendere quello che viene trasformato in un circolo ricreativo per i tedeschi. Finita la guerra rinasce subito a nuova vita, proiettato nel futuro. Arte, svago e televisione. E’ in questi ambienti che Mike Bongiorno trasmette le primissime puntate di Lascia o Raddoppia, dunque la storia della TV italiana comincia proprio qui.

Sono anni d’oro per il palazzo che trasforma il suo Ristorante dell’Arte nel Piper di Milano negli anni ’60. Tutte le grandi firme della musica italiana passano da qui, ma non solo loro. E’ il 23 maggio del 1968, l’attrezzatura e gli amplificatori sono bloccati e smontati a Linate in cerca di droga, per cui niente prove pomeridiane in vista dello spettacolo serale, che comunque c’è e fa impazzire i 1000 presenti, accalcati anche nei bagni, ma sono i mille fortunati che hanno ascoltato dal vivo l’unico concerto italiano di Jimi Hendrix. Nel 1970 il locale è ristrutturato e chiamato Old Fashion e venduto alla musica dance. Nuova riapertura nel 1995 come Old Fashion Cafè:  oggi  si balla tra opere di Munari e Mastroianni. Magari un giro in giardino e si incontra anche De Chirico