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Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci: storia, luogo e meraviglie di un’icona milanese

Dal monastero di San Vittore al più grande museo scientifico d’Italia: il racconto del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

A Milano lo chiamano in tanti modi.
Museo Scienza e Tecnologia, Museo Leonardo da Vinci, Museo Scienza Tecnologia.
Ma qualunque nome si scelga, si parla sempre di lui: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, uno dei luoghi più iconici e sorprendenti della città.

Ci troviamo in via San Vittore, all’interno dell’antico monastero di San Vittore al Corpo, accanto alla sua chiesa. Un dettaglio tutt’altro che secondario: proprio in questa zona, nel 1494, abitava Leonardo da Vinci. Qui il legame tra Milano, il genio leonardesco e la scienza non è solo simbolico, ma profondamente radicato nel territorio.

Dal monastero rinascimentale al museo

Agli inizi del Cinquecento i monaci olivetani ampliarono il complesso originario e nel 1560 avviarono i lavori per la nuova chiesa. Nel XVIII secolo venne costruito il grande refettorio, uno spazio monumentale destinato alla vita comunitaria, decorato da Pietro Gilardi con l’affresco delle Nozze di Cana.

Con l’arrivo dell’età napoleonica, la funzione del complesso cambia radicalmente. Il refettorio diventa prima ospedale militare, poi caserma. Gli spazi sacri si trasformano, ma restano intatti nella loro forza architettonica, in attesa di una nuova destinazione.

La nascita del Museo Scienza e Tecnologia

La svolta arriva nel secondo dopoguerra grazie all’industriale Guido Ucelli, che nel 1947 acquisisce l’area e avvia un ambizioso progetto di recupero. A firmarlo sono tre nomi fondamentali dell’architettura milanese: Piero Portaluppi, Enrico Griffini e Ferdinando Reggiori.

Il risultato prende forma il 15 febbraio 1953, quando viene inaugurato il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci”. Fin dall’inizio il museo non è pensato solo come spazio espositivo, ma come luogo di studio e divulgazione, dotato say di biblioteca e sale per congressi.

Già l’anno successivo viene realizzato un nuovo edificio che ospita uffici, una biblioteca tecnica, una sala riunioni e un cinema–sala congressi, confermando la vocazione culturale e scientifica del complesso.

Aerei, treni e grandi macchine

Negli anni successivi il Museo Scienza e Tecnologia cresce rapidamente. L’Ente Fiera Milano mette a disposizione un grande hangar metallico, che viene trasformato nel Museo del Volo, arricchito anche grazie ai materiali storici forniti dall’Aeronautica Militare.

Tra il 1967 e il 1969 arrivano anche locomotive e vagoni ferroviari delle Ferrovie dello Stato, trasportati dalla stazione di Porta Genova con speciali automezzi. Nel 1970 viene organizzata la prima visita guidata: il museo diventa sempre più un luogo da vivere, non solo da osservare.

Un museo che racconta il presente e il futuro

Negli anni successivi il Museo Scienza e Tecnologia continua ad ampliare il proprio racconto, seguendo passo dopo passo l’evoluzione del sapere scientifico e tecnico. Alle grandi macchine del passato si affiancano nuovi percorsi che raccontano il desiderio dell’uomo di superare i propri limiti, come le aree dedicate al volo verticale, dove gli elicotteri diventano simbolo di una sfida costante contro la gravità.

Il museo accompagna poi il visitatore all’interno del ciclo di vita dei prodotti, mostrando come ogni oggetto nasca da una materia prima, venga trasformato dall’ingegno umano e prosegua il suo cammino tra utilizzo, riuso e innovazione. La storia delle telecomunicazioni prende forma tra strumenti e tecnologie che hanno accorciato le distanze, cambiando per sempre il modo di comunicare e di stare al mondo.

Accanto a queste sezioni, materiali spesso dati per scontati diventano protagonisti. La gomma e l’acciaio raccontano un’Italia industriale fatta di fabbriche, infrastrutture e progresso, mentre l’area dedicata all’alimentazione apre una riflessione su tecnologia, produzione e sostenibilità, legando scienza e quotidianità.

Il percorso si spinge infine verso il futuro con le nanotecnologie, dove la ricerca lavora su scale invisibili all’occhio umano e anticipa scenari che stanno già trasformando il nostro presente.

Il sottomarino, lo spazio e la Luna

Nel 1999 un decreto legislativo trasforma l’ente di diritto pubblico in fondazione di diritto privato, dando impulso a una nuova stagione di riallestimenti e laboratori interattivi.

Nel 2005 arriva uno dei simboli più riconoscibili del museo: il sottomarino Enrico Toti, primo sottomarino costruito in Italia dopo la Seconda guerra mondiale.

Nel 2014 viene inaugurata l’area dedicata allo Spazio, dove è custodito un reperto unico: il frammento lunare riportato sulla Terra nel 1972 dagli astronauti dell’Apollo 17, l’ultima missione umana sulla Luna.
Nel 2015 fa il suo ingresso anche il catamarano ad ala rigida AC72 Luna Rossa, mentre nel 2016 il recupero di due scuderie settecentesche amplia ulteriormente la superficie del museo, che supera i 50.000 metri quadrati.

Il Museo Scienza e Tecnologia oggi

Oggi il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci è il più grande museo tecnico-scientifico d’Italia e uno dei più importanti in Europa. Custodisce oltre 16.000 beni storici e continua a raccontare il rapporto tra uomo, scienza e innovazione, proprio nel cuore di Milano.

Un museo che non si limita a esporre, ma spiega, coinvolge e fa venire voglia di tornare. Proprio come dovrebbe fare ogni grande museo.

Museo della Scienza e della Tecnologia
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