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Il Pornopunk della Babbutzi Orkestar all’Arci Bellezza: com’è andata

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Da pochissimo è uscito per Maninalto! il nuovo disco (dal titolo Pornopunk) della Babbutzi Orkestar, band scalmanata e sopra le righe che sembra essere l’unica esponente della balkan sexy music, un genere surreale dove convivono: amore, sesso, strani copricapi, una maschera da uniporno (che è un unicorno vagamente lascivo), sguardi e movenze da zingari, tatuaggi e una buona dose di sex appeal che faremmo fatica ad ammettere con gli amici.

Se siete capitati ad una delle ultime serate dell’Arci Bellezza, avreste assistito ad uno spettacolo unico nel suo genere. Solo avvicinandosi al locale e tendendo un po’ l’orecchio avreste potuto sentire le note invadenti e diffuse de Il ballo di cha cha, un ballo che si può ballare con la pancia e che può ballare chiunque. E se poi vi foste addentrati (presentando la vostra tessera Arci e biglietto d’ingresso, s’intende) all’interno, avreste visto un anomala festa gitana, una marea di gente sul palco, un casino totale, trascinante e nostalgico, come quelli che vivevamo prima del Covid.

Pornopunk è un disco strano, strano bello: di porno ha una libido musicale trascinante; di punk, inteso come eterno apice di libertà, sicuramente ha il cuore. Il titolo vuole provocare una reazione: necessaria oggi più di ieri. È l’estremo tentativo di evadere dagli schemi.

Costruire un disco libero di contaminarsi di idee, suoni e generi musicali che normalmente si guarderebbero con sospetto. Nuotare tra il punk e il surf. Affogare dentro una ballad blues. Farsi shakerare da ritmi balcanici, per poi caracollare in un reggaeton dedicato a Cinisello Balsamo. Ancora, pop, rock e un pizzico di trap (Sinatra). Infine tuffarsi insieme ai Cacao Mental in una (cata)cumbia libera di suonare alla Babbutzi maniera. Un disco che la sa lunga su amore, tormenti, sesso, libertà, festa e balli. Ma anche sulla bellezza nella diversità. Essere diverso. Essere punk. Estremamente punk. Pornopunk.

Gabriele della Babbutzi Orkestar è un animale da palcoscenico in grado di sembrare un Goran Bregovic ubriaco e senza vergogna, un Goran Bregovic in condizioni tali che si vergognerebbe di salire sul palco, eppure eccoci qua, all’Arci Bellezza ad una festa improbabile, ancora seduti e distanziati, ma con alcuni ribelli che ogni tanto si alzano per lasciarsi andare, salvo poi risedersi delusi: l’anarchia non è stata scatenata, alla fine noi qui giù dal palco dobbiamo rispettare le regole, anche se sul palco sembra di essere nella peggior scena di Kusturica possa immaginare. Speriamo di rivederli presto!

Babbutzi Orkestar
Babbutzi Orkestar foto di di Simone Pezzolati.

Pornopunk è il titolo del nuovo album della Babbutzi Orkestar, uscito l’8 ottobre 2021 e anticipato dai singoli Pornoamore e Il ballo di Cha Cha.

Di porno ha una libido musicale trascinante; di punk, inteso come eterno apice di libertà, sicuramente ha il cuore. Il titolo vuole provocare una reazione: necessaria oggi più di ieri. È l’estremo tentativo di evadere dagli schemi.

Costruire un disco libero di contaminarsi di idee, suoni e generi musicali che normalmente si guarderebbero con sospetto. Nuotare tra il punk e il surf. Affogare dentro una ballad blues. Farsi shakerare da ritmi balcanici, per poi caracollare in un reggaeton dedicato a Cinisello Balsamo. Ancora, pop, rock e un pizzico di trap (Sinatra).

Infine tuffarsi insieme ai Cacao Mental in una (cata)cumbia libera di suonare alla Babbutzi maniera. Un disco che la sa lunga su amore, tormenti, sesso, libertà, festa e balli. Ma anche sulla bellezza nella diversità. Essere diverso. Essere punk. Estremamente punk. Pornopunk.

Babbutzi Orkestar con l’album Pornopunk

Abbiamo portato Gabriele della Babbutzi Orkestar a fare un giro nel quartiere di Nolo.

Babbutzi Orkestar - foto di Simone Pezzolati
Babbutzi Orkestar – foto di Simone Pezzolati

 

  1. Qual è il tuo rapporto con la città di Milano?

“Milan l’è on gran Milan”. Noi abbiamo sempre visto Milano come una città immensa, questo anche perché siamo cresciuti nelle periferie alle sue porte. E’ una città che amiamo, ma come tutte le storie d’amore che si rispettano abbiamo avuto delgi alti e bassi. A volte ci abbiamo bisticciato e successivamente fatto pace. Che poi è il bello dell’amore. Detto questo è anche vero che ci ha regalato sempre notevoli emozioni. Emozioni che sono oggi dei ricordi importanti per la nostra musica e che ci hanno permesso di arrivare a scrivere, suonare, viaggiare. E’ quell’amore che ci ha spronato ed appoggiato lungo il nostro percorso. Grazie Milano.

 

  1. Se dovessi scegliere un quartiere di Milano dove ambientare questo tuo disco quale sarebbe, e perchè?

Oggi ti diremmo il quartiere di Nolo. E’ una zona di Milano che sta rinascendo, come tante altre zone periferiche della città che già sono sbocciate. Però a differenza degli altri quartieri ha ancora una matrice punk, ribelle ed un po’ emarginata. Questo perché non ha ancora completato questa fase di rinascita. Quindi si riallaccia perfettamente al messaggio che Pornopunk vuole trasmettere, in quanto è una zona di Milano libera dalle etichette e che mescola molti ingredienti diversi tra loro. E lo fa in totale libertà.

Babbutzi Orkestar - foto di Simone Pezzolati
Babbutzi Orkestar – foto di Simone Pezzolati

 

  1. E con Cinisello Balsamo? Ci sei più tornato di recente?

Cinisello Balsamo è casa. Ci siamo cresciuti. Qualcuno di noi ha ancora le famiglie che ci vivono. Quindi ci si reca spesso e regolarmente. Bene o male ogni settimana un passaggio nel quartiere è dovuto. Chiaramente abbiamo incollati sulla pelle innumerevoli ricordi ed esperienze, che per forza di cose ci hanno portato dove siamo oggi. Le prime esperienze musicali, le prime bande con gli amici, arrivano da Cini. Noi ci si vuole molto bene.

 

  1. Che feedback hai avuto per Pornopunk per ora?

Il bello di Pornopunk è che l’abbiamo scritto per noi stessi. Avevamo la necessità di scrivere un disco in totale libertà, senza pensare ai giudizi della critica, del pubblico o di chi altro. L’idea iniziale era di scrivere un disco senza un limite, libero ed anarchico, come il concetto su cui si fonda il punk. Così abbiamo fatto. A noi piace moltissimo, ed è questo il feedback più importante. Poi sono arrivati i complimenti anche dall’esterno e questo ci rende molto orgogliosi. Forse abbiamo preso la strada giusta.

Babbutzi Orkestar - foto di Simone Pezzolati
Babbutzi Orkestar – foto di Simone Pezzolati
  1. Quali sono i prossimi step per la Babbutzi Orkestar?

Il primo step, quello più importante, sarà quello di riprendere l’attività live e di suonare in giro Pornopunk. Poi abbiamo nel cassetto delle altre carte da giocarci a breve. Ma per ora non possiamo dire nulla.

Babbutzi Orkestar - foto di Simone Pezzolati
Babbutzi Orkestar – foto di Simone Pezzolati
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