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Mauro Balletti: Milano ha bisogno di bellezza e amore. Sognando Milano

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Elisabetta Piselli
Amo da sempre le parole, mi piace sceglierle, dosarle e scriverle. Sono giornalista freeelance e mi occupo anche di Digital Pr e Ufficio Stampa. Scrivo da anni sul blog di Milano da Vedere, dove amo raccontare le emozioni che trasmette la città e collaboro anche con Tutto Milano di Repubblica.

Chi ama Mina forse non sa che quasi tutte le cover dei suoi album portano un’unica firma, quella di Mauro Balletti.

Milanese, figlio di pittori, è cresciuto tra arte e bellezza. Si approccia alla fotografia poco più che ventenne e da lì a poco incontrerà Mina. Siamo all’inizio degli anni ’70 e il sodalizio dura ancora oggi. Ma tra i lavori in ambito musicale realizzati da Mauro Balletti, troviamo anche la cover di Colpa d’Alfredo di Vasco Rossi, fresca del quarantesimo compleanno e di artisti come Anna Oxa, Vinicio Caposela, Louis Armstrong

E’ cresciuto in quella Milano che oggi non c’è più, dove andare dal panettiere e sentire parlare il milanese era la normalità.
Porta Romana, dove abitavano i nonni, nei suoi ricordi è l’emblema della Milano buona e semplice che spesso gli manca e che ritrova nelle canzoni di Jannacci, nei film di Germi. Quella di “Miracolo a Milano”.

La bellezza la ritrova nelle sciure che si salutano con “Ciao stella…”. E ha ragione lui: forse è una delle cose più milanesi che si possono sentire e racchiude tutta la dolcezza e la snobberia meneghina.

La cultura è alla base di una città ricca: si è più ricchi ogni volta che ci si riempie gli occhi con qualcosa che lascia senza parole, ogni volta che finiamo un libro e abbiamo imparato qualcosa di diverso, fosse anche una sola parola. Ci si arricchisce ascoltando la musica, andando a teatro o al cinema.

Milano che domani sarà nelle mani dei giovani di oggi, ai quali è importante trasmettere il valore dell’arte e della cultura, in qualunque forma esse si mostrino e nei quali Mauro Balletti rimette tanta fiducia: la poesia spesso la si può trovare negli occhi degli adolescenti che si affacciano alle prime esperienze e che guardano al domani senza paura e con un’apertura mentale classica di quell’età. Questa città, che è la sua culla e ama profondamente ritrova parte della sua storia anche nei nuovi immigrati che all’improvviso ti sorprendono con una battuta in dialetto.

E allora senti un tuffo al cuore, pensando che basta davvero poco per ritornare a sentire l’atmosfera della vecchia Milano. Ed è facile pensare che non è vero che tutto cambia. In veste nuova, Milano è sempre la stessa.

mauro balletti
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