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Colturano, ex colonia dei Cistercensi

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Colturano è un piccolo comune della provincia milanese facente parte del Parco Agricolo Sud Milano, situato nell’area sud est tra Melegnano, Mediglia e Dresano e adagiato sulla pianeggiante distesa tra la Muzza e il Lambro.

Di probabili origini romane tradizionalmente si fa coincidere la sua nascita con l’arrivo, nel XII secolo, dei monaci Cistercensi che, stabilitisi a Chiaravalle, misero una colonia di frati agricoltori a Colturano (dal latino “cultus”, coltivazione, coltivato). Grazie a loro i terreni vennero resi fertili con la canalizzazione delle acque e la creazione delle marcite.

In epoca di dominazione spagnola il feudo di Colturano venne concesso alla nobile famiglia milanese Scotti che, nel 1729, si estinse. Il titolo di conte di Colturano e il cognome vennero trasferiti alla famiglia Gallarati che da questo momento diventò Gallarati-Scotti.

L’8 giugno 1859, durante la battaglia di Melegnano, a Colturano la marcia dell’artiglieria francese, guidata dal generale Mac Mahon, venne rallentata, ostacolata dal fango che minò il piano prestabilito: il generale doveva impedire la ritirata degli austriaci dirigendosi a Lodi con i nemici alle spalle. Per tale indugio gli austriaci, pur sconfitti, riuscirono a mettersi in salvo e, a Lodi, Mac Mahon cercò di impedirne la fuga con alcuni colpi di cannone.

Il monumento più rilevante di Colturano è senz’altro il vecchio convento monastero, un fabbricato massiccio dove esistono ancora le celle monacali, il refettorio e la sala capitolare. Abbandonato dai Cistercensi diventò proprietà dei Visconti che in questa zona venivano per fare le loro battute di caccia.

Successivamente il monastero passò ai Trivulzio i quali, più avanti nel tempo, cedettero in parte ai Gallarati-Scotti. Oggi la parte dell’edificio rimasta ai Trivulzio, possedimento del Pio Albergo Milanese, è di proprietà privata, mentre la parte dei Gallarati è stata venduta.

Dell’antico monastero rimane il cortile con il suo porticato, la legnaia, il colonnato superiore insieme agli stemmi dipinti, le cornici in cotto di due finestre, il portale d’ingresso e poche tracce di un affresco. Purtroppo le condizioni di questi elementi sono precarie. Ci auguriamo venga fatto presto un intervento di restauro per recuperare e mantenere queste preziose testimonianze del passato.

Che dite, non vi è venuta voglia di venire a dare un’occhiata?

Colturano
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