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Cerro Maggiore, un passaggio a nord ovest

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Cerro Maggiore, situato a nord ovest di Milano, si trova nella cerchia più esterna dei comuni facenti parte della provincia del capoluogo meneghino. Il comune è stato protagonista, suo malgrado, di una circostanza singolare che fra poco vi racconteremo, ma andiamo con ordine.

Il ritrovamento di monete, armi e tombe ha permesso la ricostruzione della nascita del comune secondo cui già in epoca precristiana esisteva un insediamento celtico. Dopo i romani, con l’arrivo dei Longobardi, Cerro Maggiore entrò a far parte del contado di Milano e, successivamente, nel 1185, passò al contado del Seprio.

A metà del XV secolo, in epoca feudale, Cerro Maggiore venne acquistato dal conte Vincenzo Ciceri. Durante i due secoli successivi alla coltura agricola di grano, vite e gelso si affiancò l’attività manifatturiera della tessitura del cotone. Alla fine del XIX secolo venne aperta la prima tessitura dalla famiglia Bernocchi che diede lavoro a molti abitanti e, dopo la Prima Guerra Mondiale, prese piede l’industria calzaturiera.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Cerro Maggiore pagò pesantemente il suo contributo in termini di vite umane. Forse non tutti sanno che proprio a Cerro Maggiore, per una circostanza singolare, rimase nascosta la salma di Benito Mussolini per undici anni. Fu il cardinal Ildefonso Schuster a dare l’ordine di portare i resti del dittatore in un luogo il più possibile anonimo.

L’incarico di trovare una collocazione per le spoglie del Duce fu assegnato a padre Carlo da Milano. Il frate, conoscendo bene il paese dove era cresciuto si fidava ciecamente dei frati cappuccini. La salma fu custodita in una cassa all’interno di un armadio e qui rimase fino al 1957. Poi, venne restituita ai parenti per ordine del Ministro degli Interni.

Il convento dei cappuccini si trova accanto alla Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria che risale al 1582. Al suo interno vi è una cappella dedicata ai Santi Martiri Defendente ed Onorato.

Facendo quattro passi arriviamo in via XX settembre dove si trova il Santuario Maria Immacolata della Boretta. E’ una chiesa dallo stile barocco inaspettatamente sobrio ed elegante, di forma ottagonale sormontato da una cupola. Al suo interno sono custodite preziose tele settecentesche tra cui La conversione di San Paolo e La pesca Miracolosa.

Da vedere, inoltre, la settecentesca Villa Bernocchi dell’Acqua, situata in via San Carlo, sede della biblioteca civica del comune. In stile neoclassico fu fatta costruire dalla famiglia Bernocchi che diede un contributo importante allo sviluppo economico di Cerro Maggiore.

Cerro Maggiore
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