Palazzo Brentani
Palazzo Brentani

Conosciuto storicamente come Ca’ Brentana, palazzo Brentani condivide via Manzoni con il più famoso palazzo Poldi-Pezzoli.

Il palazzo così come lo vediamo è il risultato della ristrutturazione completata nel 1829. La firma del progetto non è una affatto una qualsiasi. Il padre di questo palazzo è Luigi Canonica, una firma molto comune a Milano quando si parla di eccellenze architettoniche.

Ovviamente, lo si nota subito dalla facciata, misurata ed ingentilita da tondi scultorei, ricordo e citazione del puro rinascimento. Nei tondi troviamo ritratti i grandi uomini italiani, da Leonardo ad Alessandro Volta.

Altrettanto ovvio è il balcone centrale. Palazzo Brentani come ogni palazzo nobiliare affacciato sui viali principali, era dotato di questo balcone proprio sopra il portone d’accesso. Era un obbligo perchè bisognava assistere a parate e alle sfilate d’ogni sorta. Insomma, la mondanità era anche un dovere.

Lo citiamo con insistenza perchè questo balcone è anche protagonista del risorgimento italiano. Siamo nel 1848, precisamente il 4 agosto. Dopo la battaglia di Custoza Re Carlo Alberto è sconfitto ed in ritirata e si appresta a concedere l’armistizio agli austriaci. Questo aprirà le porte al ritorno degli Asburgo a Milano.

C’è poco da esser felici in città, così quando si sparge la voce che il Re sabaudo ha preso alloggio qui a Palazzo Brentani, mezza Milano corre a protestare sotto le finestre di via Manzoni. La situazione è rischiosa, tanto da consigliare a Carlo Alberto di affacciarsi sul balcone centrale, nel tentativo di placar la folla. Pessima scelta. Gli sibila accanto un colpo di fucile che lo manca per un soffio. Il resto è storia.

Restaurato di nuovo nel 1935 oggi è a disposizione della città, entrato a far parte del percorso museale delle Gallerie d’Italia, nuovo vanto Milanese. Anche dove non te l’aspetti, c’è sempre la storia che si affaccia.

Ecco perchè amiamo Milano.


www.milanodavedere.it

www.facebook.com/milanodavedere

Articolo precedenteMotta Caffè Bar
Articolo successivoPalazzo Dugnani, troviamo la mano del Tiepolo
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi tuo commento
Scrivi tuo nome