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Longone al Segrino: storia antica, torri medievali e ville tra lago e colline

Un borgo della provincia di Como dove la Lombardia racconta secoli di storia, dal mondo celtico alle ville di villeggiatura

Adagiato in una conca naturale tra le colline moreniche della provincia di Como, Longone al Segrino è uno di quei borghi lombardi che sorprendono per la profondità della loro storia. Un luogo raccolto, apparentemente silenzioso, ma capace di raccontare secoli di vicende umane, spirituali e territoriali.

Poco distante dal centro abitato si trova il lago del Segrino, un piccolo specchio d’acqua che in epoca antica era conosciuto come Fonte Sacra. Un nome che richiama riti, credenze e culti pagani, e che spiega l’origine stessa della denominazione del lago. Qui, molto prima dell’arrivo del Cristianesimo, l’acqua era già considerata un elemento sacro.

Dalle origini celtiche al Medioevo fortificato

I numerosi ritrovamenti archeologici emersi nel territorio attestano una presenza umana già in epoca celtica, a cui seguì un successivo insediamento romano, segno dell’importanza strategica di quest’area. Ma la storia di Longone al Segrino è anche una storia di invasioni e resistenze.

Nei secoli successivi il territorio fu attraversato dagli Unni, dai Goti, dai Longobardi, dai Franchi e dagli Ungari, popolazioni che portarono distruzione e instabilità. Per difendersi, gli abitanti iniziarono a costruire fortificazioni e castelli, trasformando il borgo in un piccolo presidio difensivo.

Di quell’epoca resta oggi una torre quadrata, ben visibile nel centro del paese. Secondo alcune fonti storiche risalirebbe al 990 e faceva parte di un vero e proprio castello, ormai scomparso. Una presenza discreta ma potentissima, che ancora oggi racconta il volto medievale di Longone al Segrino.

Feudi, carestie e rinascita industriale

Nel periodo sforzesco il borgo entrò a far parte del feudo dei fratelli Missaglia, per poi passare nel 1697 a Tiberio Crivelli. Un secolo più tardi, il castello e i beni annessi furono acquistati da Giuseppe Tagliasecchi, segnando un nuovo passaggio di proprietà nella lunga storia feudale del paese.

Tra il XVII e il XVIII secolo, però, Longone al Segrino fu duramente colpito da pesti e carestie, che causarono un forte calo della popolazione. Solo in seguito, con la ripresa demografica, il paese tornò lentamente a crescere.

Fu allora che aprirono le prime filande per la produzione della seta, un’attività che offrì lavoro a buona parte degli abitanti e che rappresentò una svolta economica fondamentale. La seta, come in molte altre zone della Lombardia, diventò sinonimo di sopravvivenza e sviluppo.

Quattro passi per Longone al Segrino

Passeggiando per il paese si incontrano ancora oggi edifici che raccontano queste stratificazioni storiche. Tra i più antichi spicca la chiesa di San Fedele Martire, nata sui resti di un edificio religioso legato alla Pieve di Incino già nel XIII secolo. Divenuta parrocchia nel 1519, la chiesa subì nel tempo diversi interventi che ne modificarono l’aspetto originario. L’immagine attuale è il risultato dei rimaneggiamenti conclusi nel 1928.

Accanto all’architettura religiosa, Longone al Segrino conserva anche eleganti testimonianze dell’Ottocento e del primo Novecento. Diverse ville storiche, costruite tra fine ’800 e inizio ’900, furono fatte edificare da famiglie benestanti di Milano, che scelsero questo angolo di Lombardia come luogo di villeggiatura.

Tra queste merita una menzione la Villa di Beldosso, con la sua cappella gentilizia. Al suo interno sono custodite immagini e dipinti provenienti dal Brasile e dall’Argentina, segno dei legami internazionali e delle storie personali che hanno attraversato il borgo.

Longone al Segrino oggi

Oggi Longone al Segrino è un luogo che invita alla lentezza. Un borgo da scoprire passo dopo passo, dove paesaggio, storia e memoria convivono in equilibrio. Un piccolo centro lombardo che dimostra come, anche lontano dalle grandi città, la storia continui a parlare a chi sa ascoltarla.

Longone al Segrino
Longone al Segrino
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