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Livigno, tra neve e shopping

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Livigno, conosciuta località turistica situata in provincia di Sondrio, è particolarmente frequentata dagli appassionati di sport invernali e dagli amanti dello shopping: i primi attratti dalle alte quote e i secondi ingolositi dal porto franco.

Sulle sue origini non ci sono tracce ma, secondo alcuni studiosi, il toponimo Livigno potrebbe derivare dal latino Labineus (soggetto a lavine) e, di conseguenza, i primi insediamenti potrebbero risalire all’epoca romana.

Intorno al ‘300 l’agglomerato abitativo che qui si era costituito faceva capo al contado di Bormio. La sua vicinanza alla Svizzera e il suo isolamento geografico facevano di Livigno un territorio a sé stante e, complice il contenzioso permanente con Bormio, tendente verso il cantone dei Grigioni per i rapporti sociali, economici e politici.

Nel corso del XVII e XVIII secolo la cittadina ottiene concessioni sugli scambi di merci in esenzione da dazi, sui sentieri di percorrenza e sulle fonti d’acquisto. Dopo il congresso di Vienna, Livigno finisce sotto il controllo austriaco. Nel 1819 viene introdotta l’esenzione per l’acquisto di generi come il sale, il tabacco e la polvere da sparo. Dopo l’annessione al Regno d’Italia la convenzione viene conformata e prorogata con cadenza triennale.

Risale al 1914 la costruzione della strada del Passo del Foscagno che inizialmente era praticabile solo in estate. Bisognerà aspettare fino al 1952 perché diventi transitabile anche in inverno.

Lo status di zona extradoganale ha favorito lo sviluppo turistico sin dalla fine degli anni ’50 e con l’apertura della galleria Munt La Schera, nel 1969, si è intensificato.

Naturalmente l’attrazione principale di Livigno sono gli acquisti esenti IVA che si possono fare negli innumerevoli negozi presenti un po’ ovunque, ma se qualcuno fosse interessato a visitare anche qualche chiesa può entrare in quella di San Rocco, risalente al XVI secolo, che conserva notevoli opere come il ciborio del fonte battesimale, il tabernacolo dell’altare maggiore e l’altare del San Crocefisso.

Poco più avanti, sulla strada che porta al Passo Forcola, si incontra la Chiesa dell’Addolorata di Florin del 1837 tanto piccola quanto incantevole. Al suo interno un altare ed un affresco della Pietà.

Andiamo a dare un’occhiata anche a Santa Maria Nascente, la chiesa parrocchiale. Quello che vediamo oggi è l’edificio sorto nel 1884 e che è andato a sostituire l’originale del ‘300.

Prima di ripartire ci fermiamo a fare rifornimento. Quando mai ci ricapiterà di pagare la benzina meno di 1 euro al litro?

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