Lecco: ecco la nostra meta di oggi.

 

Le origini della storia di Lecco sono antichissime. Risalgono all’anno 1000 a.C. le prime tracce di insediamenti celtici. Sono stati rinvenuti resti di forni fusori e scorie di lavorazione che testimoniano una produzione metallurgica già attiva a quei tempi.

In epoca romana da Lecco passava la via Spluga che collegava Milano al passo omonimo. Questa posizione strategica, crocevia tra la Lombardia e i territori d’Oltralpe, portò la regione ad essere teatro di scontri e battaglie nel corso dei secoli. Nel 960 il borgo andò sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo di Milano.

Nel 1117 ci furono scontri tra Lecco, alleata con Milano, e diversi paesi del lago di Como e di Lugano. Le due alleate ebbero la meglio ma le disparità nelle tassazioni provocarono nuove battaglie che portarono a una riappacificazione nel 1219 grazie al riconoscimento di alcuni diritti dei lecchesi.

Lecco e Milano

Lecco voleva staccarsi dal dominio di Milano e tentò di farlo sostenendo l’imperatore Federico II. Alla sua morte però Milano tornò all’attacco e rase al suolo il castello di Santo Stefano. Successivamente il territorio lecchese divenne proprietà dei Torriani. Nel 1296 Matteo I Visconti rase completamente al suolo il borgo.

Lecco si risollevò. Venne ricostruita e poi conquistata da Azzone Visconti che oltre a fare edificare il ponte ancora oggi esistente fece fortificare il borgo collocato in un luogo di importanza strategica per la vicinanza al territorio di Venezia.

Dopo la caduta degli Sforza il borgo lecchese divenne possedimento spagnolo e, con Carlo V, diventa una piazzaforte militare. Come a Milano anche qui si diffuse la peste, quella descritta da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi.

Nel 1714 la Lombardia, sotto il dominio degli Asburgo, mette Lecco a capo delle Pievi di Varenna, Bellano, Mandello, Valsassina e Vedeseta. Con la venuta di Napoleone nasce nel 1797 la Repubblica Cisalpina. A Lecco l’esercito austro-russo sconfigge i francesi. Nella seconda Battaglia di Lecco hanno la meglio i francesi.

Nel 1814, dopo la sconfitta di Napoleone, Lecco torna nella provincia di Como. Diventerà indipendente solo nel 1995. Nel 1859, durante la seconda guerra d’indipendenza, Lecco e la Lombardia vennero conquistate dal Regno di Sardegna. Durante le due guerre mondiali Lecco perse molti concittadini a cui sono dedicati diversi monumenti ai caduti.

Cosa vedere

Andiamo a scoprire la città. Innanzitutto ci fermiamo alla Basilica di San Nicolò, la basilica dedicata al patrono dei naviganti. Al suo interno arredi seicenteschi e alcune parti romaniche del XI secolo. Vi è anche una fonte battesimale del 1596. Guardando la Basilica rimaniamo colpiti dall’altezza del campanile. E’ alto 96 metri ed è tra i 10 campanili più alti d’Italia. Capiamo perché è considerato il simbolo della città.

Sul fianco della via Tonio e Gervaso si trova una piccola cappella. Proprio qui il Manzoni colloca i bravi che, fermando Don Abbondio, pronunciano la famosa frase “Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai”.

Nel quartiere Caleotto si trova Villa Manzoni considerato il luogo simbolo del legame tra il Manzoni e la città.

A Lecco ci sono moltissime cose da vedere tra cui il Santuario di Nostra Signora della Vittoria, il Santuario di Maria Immacolata, la Chiesa dei Santi Materno e Lucia, il Palazzo delle Paure, il Teatro delle Società, il Ponte Azzone Visconti, La Torre Viscontea, Il Castello dell’Innominato solo per citarne alcuni. Il nostro consiglio è di venire a visitarla. Siamo sicuri che vi piacerà.

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