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Il cielo sopra Milano

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Com’è il cielo sopra Milano? Quante volte alziamo lo sguardo per guardare lassù?

Non preoccupatevi, non voglio parlare di meteo nè di inquinamento. Parlerò di poesia e di musica: d’altro canto, come può il cielo non ispirare parole, frasi, pensieri e canzoni?

A scanso di equivoci (come si dice: conosco i miei polli..): se dovesse passare per la testa di qualcuno che quanto sto per scrivere sia pubblicità, avete frainteso. La persona di cui parlerò non ha bisogno nè di me, nè di milanodavedere. Sì, è una persona a cui voglio molto bene e sì, è un modo per dirle grazie.

Grazie per aver scritto una canzone che da quando è uscita avrò ascoltato migliaia di volte. Una canzone che, dal mio personalissimo modo di vedere, ha descritto Milano come nessun’altra prima d’ora. 

Il cielo sopra Milano

Quando si ascolta una canzone, ognuno di noi ha modo di provare sensazioni uniche. Magari, come capita a me, pensa a cose, persone, situazioni che non sono esattamente quelle che l’autore ha pensato, ma che rendono la canzone “nostra”.

Ecco, quando io ascolta il cielo sopra Milano, di Omar Pedrini, non posso non pensare a quello che Milano è stato (sì, uso il maschile per la mia città), che è e che sarà per me.

Milano aspettavo l’invito, Milano non avevo capito

Ed in questa canzone riesco a ritrovare tutto. Tutto me stesso, le mie sensazioni, gli sguardi alla mia città, le volte che l’ho girata per conoscerla davvero, per andare oltre quello che spesso, si pensa di Milano. E provo anche una certa invidia pensando che io non sarò mai in grado di rendere così forte, semplice e chiaro, il sentimento che mi lega a questa città.

Milano è un suono leggero, Milano che corre su al cielo, Milano è ghiaccio bollente, Milano sei tutto o sei niente. Milano sei uno fra i tanti, Milano che va sempre avanti. Milano con il trucco perfetto, è il sogno di un grande architetto.

Allo stesso tempo però non riesco a non pensare anche ad altro. Ascolto e la penso, me la immagino. No, non ho gli occhi chiusi: sì, sogno ad occhi aperti. Ogni tanto me lo concedo. E quasi sempre mi capita quando ascolto questa canzone. E’ la magia della musica, della poesia, dell’arte. E immagino, ma poi non lo faccio, di usare frasi di questa canzone da dedicarle, che vorrei dirle, visto che non sempre mi è possibile fare.

E’ strano sai ritrovarti qua, così bella come sei.

Sei pronta per un altro lunedì? Lo so che non ti arrenderai.

E’ una sorta di viaggio che faccio: un viaggio breve, qualche minuto appena, ma che mi rende felice. Un viaggio che mi permette, ogni volta di vedere e rivedere situazioni, occasioni, esperienze e momenti. Oh, caspita, se dovessi scrivere di tutti i momenti che appaiono nella mia testa quando ascolta il cielo sopra Milano, potrei scrivere centinaia di pagine. Pagine che sono scolpite nella mia memoria e che appaiono, insieme a lei, davanti a me.

Penso di aver avuto modo di dirlo anche in altre occasioni, ma non è mai troppo. Grazie Omar. Se queste pagine fossero un film, la tua canzone sarebbe l’unica colonna sonora che vorrei usare. Anche se, e questo ricordo di avertelo detto a voce, la tua musica, da 30 anni a questa parte, è la colonna sonora di un altro film, molto più complesso, lungo e tortuoso, ma che quotidianamente vivo.

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