HomeCuriosità di MilanoRoggia Boniforti, il canale nascosto dei Navigli che Milano deve riscoprire

Roggia Boniforti, il canale nascosto dei Navigli che Milano deve riscoprire

A Milano basta allontanarsi di pochi metri dalle strade più frequentate per incontrare luoghi capaci di raccontare una città completamente diversa. È quello che accade in via Filippo Argelati, dove, tra due edifici e alcuni piccoli ponti, scorre un tratto della Roggia Boniforti, chiamata anche Roggia Boniforte.

Siamo a poca distanza dal Naviglio Grande, grosso modo alle spalle di Santa Maria delle Grazie al Naviglio. Eppure, nonostante la vicinanza con uno dei luoghi più frequentati di Milano, molti non conoscono l’esistenza di questo piccolo corso d’acqua.

La Roggia Boniforti non è soltanto un angolo suggestivo dei Navigli. È una testimonianza ancora viva della Milano d’acqua, della città delle lavandaie, dei mulini, dei bagni pubblici e di una rete di canali molto più estesa di quella che oggi riusciamo a vedere.

Dove nasce la Roggia Boniforti

La Roggia Boniforti è una derivazione del Naviglio Grande. Le sue acque vengono prelevate nei pressi del ponte di pietra davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, oggi intitolato ad Alda Merini.

Da qui l’acqua passa sotto la Ripa di Porta Ticinese e prosegue sottoterra fino a via Filippo Argelati, dove la roggia torna improvvisamente alla luce.

Il tratto scoperto è lungo poco più di un centinaio di metri. La roggia scorre accanto agli edifici ed è attraversata da piccoli ponticelli che permettono di raggiungere gli ingressi delle case e degli spazi ricavati in quella che un tempo era un’area produttiva.

È uno scenario insolito per Milano: un piccolo canale stretto tra le costruzioni, popolato da pesci e frequentato dalle immancabili anatre, a pochi passi dal traffico e dalla vita dei Navigli.

Poi la roggia scompare nuovamente sotto la città.

Superata via Argelati, passa sotto piazza Arcole e prosegue verso il Centro Balneare Argelati. Riemerge più avanti nel Parco Segantini, dove entra a far parte di un ambiente naturalistico ricco di vegetazione, prima di tornare sotterranea e continuare verso Moncucco e il Lambro Meridionale.

Boniforti o Boniforte: qual è il nome corretto?

Il corso d’acqua viene indicato sia come Roggia Boniforti sia come Roggia Boniforte. Entrambe le denominazioni sono diffuse e vengono utilizzate da pubblicazioni, associazioni locali e ricostruzioni storiche.

Nel quartiere era conosciuta anche con il nome milanese di el Sassée, probabilmente per la presenza di sassi e ciottoli lungo il suo percorso. Lo stesso nome identificava un punto nel quale, soprattutto durante l’estate, bambini e ragazzi entravano in acqua per rinfrescarsi.

La doppia denominazione non cambia la sostanza: stiamo parlando di uno dei pochi corsi d’acqua minori di Milano ancora visibili e attivi, una traccia concreta dell’antico sistema idrico cittadino.

Le lavandaie di via Argelati

Quando pensiamo alle lavandaie milanesi, la mente corre immediatamente al celebre Vicolo dei Lavandai. Ma il bucato non veniva lavato soltanto nel piccolo canale che scorre sotto la sua tettoia.

Anche la Roggia Boniforti era utilizzata per lavare e sciacquare i panni. L’acqua attraversava una zona popolare e operosa, nella quale il rapporto con il Naviglio Grande faceva parte della vita quotidiana.

Possiamo immaginare le persone chine lungo le sponde, le mani immerse nell’acqua e i panni appoggiati sulle pietre. Un’attività faticosa, svolta in ogni stagione e con qualsiasi temperatura, ben lontana dall’immagine romantica che oggi associamo alle fotografie della vecchia Milano.

Quello di via Argelati era un luogo di lavoro, ma anche uno spazio di incontro. Intorno all’acqua si intrecciavano relazioni, voci e storie di quartiere.

La roggia che diede vita ai Bagni Ticino

La Roggia Boniforti ebbe un ruolo importante anche nella nascita dei Bagni Ticino, l’impianto balneare che oggi conosciamo come piscina o Centro Balneare Argelati.

Il primo stabilimento venne realizzato nel 1915 proprio in questa zona perché la vicinanza del corso d’acqua permetteva di alimentare le vasche. Fu la prima piscina pubblica all’aperto di Milano e per molti cittadini rappresentò una vera spiaggia urbana.

Non tutti potevano lasciare Milano per andare al lago o al mare. I Bagni Ticino offrivano alle famiglie del quartiere la possibilità di nuotare, rinfrescarsi e trascorrere alcune ore all’aperto senza allontanarsi dalla città.

La dipendenza dai corsi d’acqua terminò nel 1929, quando gli impianti milanesi cominciarono ad attingere direttamente dalla falda sotterranea. Il centro balneare venne poi completamente riprogettato tra il 1958 e il 1962 da Arrigo Arrighetti, uno degli architetti più interessanti della Milano del Novecento.

Il legame originario tra la piscina e la Roggia Boniforti, tuttavia, rimane una parte fondamentale della storia di questo luogo.

Un piccolo paesaggio d’acqua da proteggere

Per molto tempo il tratto di via Argelati è apparso trascurato. Le sponde ammalorate, la vegetazione poco controllata e i rifiuti hanno spesso impedito di cogliere le potenzialità di uno spazio che potrebbe diventare uno degli angoli più caratteristici dei Navigli.

Non servirebbero trasformazioni spettacolari. Sarebbero sufficienti una manutenzione costante, la pulizia del fondo, la sistemazione delle sponde, una migliore illuminazione e una pavimentazione capace di valorizzare il rapporto tra la strada, gli edifici e l’acqua.

L’obiettivo non dovrebbe essere quello di trasformare la roggia in un fondale artificiale, ma di proteggerne il carattere. I pesci, le anatre e la vegetazione dimostrano infatti che non ci troviamo davanti a un semplice canale decorativo, ma a un piccolo ecosistema urbano.

Nel Parco Segantini la Roggia Boniforti è già diventata il centro di progetti ambientali e giornate di pulizia organizzate con il coinvolgimento dei cittadini. È la dimostrazione che la cura di un corso d’acqua può diventare anche un modo per costruire comunità.

Il futuro della Roggia Boniforti e della piscina Argelati

Nel 2026 il Comune di Milano ha approvato gli esiti del percorso partecipativo dedicato alla riqualificazione e alla riapertura del Centro Balneare Argelati. Tra le indicazioni progettuali è comparsa anche la volontà di valorizzare e rivitalizzare la Roggia Boniforti.

È un passaggio importante perché piscina e roggia appartengono alla stessa storia. La prima nacque proprio grazie alla presenza dell’acqua; la seconda potrebbe oggi diventare uno degli elementi ambientali e paesaggistici del nuovo complesso.

La riqualificazione della piscina Argelati offre quindi un’occasione che non dovrebbe essere sprecata: recuperare non soltanto un impianto sportivo, ma un intero frammento della memoria del quartiere.

La Milano d’acqua non è scomparsa

La Roggia Boniforti ci ricorda che la Milano d’acqua non è soltanto quella delle fotografie in bianco e nero o dei progetti per la riapertura dei Navigli.

Una parte di quella città esiste ancora.

Scorre sotto le strade, riemerge tra le case, attraversa i parchi e continua il proprio viaggio quasi senza farsi notare. Basta imboccare via Argelati e avvicinarsi a quei piccoli ponti per accorgersene.

È un luogo semplice, lontano dalla monumentalità del centro, ma proprio per questo prezioso. Racconta il lavoro delle lavandaie, i bagni dei ragazzi del quartiere, la nascita della piscina Argelati e il rapporto profondo che Milano ha sempre avuto con l’acqua.

La Roggia Boniforti potrebbe diventare un bellissimo angolo della città. In realtà, lo è già. Bisogna soltanto imparare a guardarlo e, soprattutto, a prendersene cura.

Domande frequenti sulla Roggia Boniforti

Dove si trova la Roggia Boniforti?

Il tratto più caratteristico e facilmente visibile si trova in via Filippo Argelati, a pochi passi dal Naviglio Grande e dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio.

Roggia Boniforti e Roggia Boniforte sono la stessa cosa?

Sì. Boniforti e Boniforte sono due denominazioni utilizzate per indicare lo stesso corso d’acqua.

Da dove arriva l’acqua della roggia?

La Roggia Boniforti deriva dal Naviglio Grande. L’acqua viene prelevata nei pressi del ponte Alda Merini, passa sotto la Ripa di Porta Ticinese e riemerge in via Argelati.

La roggia alimentava la piscina Argelati?

Il primo impianto dei Bagni Ticino, realizzato nel 1915 nel luogo in cui oggi si trova la piscina Argelati, venne collocato vicino alla roggia per poter utilizzare l’acqua del canale. Dal 1929 l’approvvigionamento passò alla falda sotterranea.

Dove prosegue dopo via Argelati?

La roggia passa sotto piazza Arcole, costeggia la piscina Argelati e riemerge nel Parco Segantini. Successivamente prosegue verso Moncucco e il Lambro Meridionale.

Danilo Dagradi
Danilo Dagradihttps://www.danilodagradi.it
Danilo racconta Milano da oltre dieci anni attraverso articoli, podcast e video che ne svelano l’anima più autentica.
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