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La storia della carta igienica

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Carta igienica. Una delle cose che accomuna tutti quanti noi. Chi non ce l’ha in casa?

Sorriderete, immagino, visto il tema, ma cercherò nei limiti del possibile di prendere il discorso sul serio. Perchè anche la carta igienica ha una storia. O per meglio dire: la storia dei predecessori è alquanto bizzarra.

Partiamo da chi l’ha inventata: si dice sia tal Joseph C. Gayetty. Correva l’anno 1850. Serviva per alleviare i fastidi che l’inchiostro dei giornali procurava ad ogni utilizzo. Arrivò nei negozi con lo slogan “delicate come una banconota e robuste come un foglio per appunti”. 

Sappiamo quindi che prima delle carta igienica c’erano i giornali e che davano qualche problema. Ma prima ancora?

Prendiamola da lontano: l’uomo primitivo non si faceva troppi problemi: acqua, foglie e tutto era sistemato. Gli Egizi erano più severi con il proprio corpo: usavano la sabbia (abbondante non c’è che dire) mista ad oli profumati. Arrossati sì, ma con fragranze. Al nord i vichinghi usavano quel che rimaneva della lana di pecora, mentre arabi ed indiani erano i più pratici: usavano la mano sinistra. Non è un caso se ancora oggi guai a toccare un indiano con la mano impura… la sinistra per l’appunto).

Arrivano i romani nella storia dei predecessori della carta igienica e si sa, loro facevano le cose per bene; usavano infatti una spugna imbevuta di aceto o acqua salata. Più duri i greci visto che terminavano il “lavoro” con piccole pietre o frammenti di ceramica.

Girovagando per il mondo, scopriamo che gli eschimesi usavano, guarda caso, la neve; alle Hawaii i gusci delle noci di cocco e negli Stati Uniti i torsoli del mais.

Sembra dunque di capire che, come è giusto che sia, chi poteva usava quello di cui aveva più scorta. E no, non è una battuta.

La storia della carta igienica

Ma arriviamo più vicino ai giorni nostri: con la nascita dei quotidiani, ci si iniziò a domandare cosa fare del giornale il giorno dopo: la notizia era vecchia, in casa tutti l’avevano letto e quindi…

Da qui in poi come scritto all’inizio la strada fu segnata: dai giornali, alla carta per alleviare l’irritazione, alla nostra carta igienica. Carta che oggi troviamo di differente morbidezza, colore, profumi e via discorrendo..

E’ curioso pensare che un po’ più ad est rispetto a noi, in Cina, già nel II secolo a.C. si usasse la carta di canapa (anche se parrebbe che non tutti potessero averla a disposizione). E nel 1300 venne sostituita dalla carta di riso che la famiglia imperiale cinese usava tutti i giorni.

In Cina evidentemente era un problema molto più sentito, che altro poter dire?

Ad ogni modo, c’è un’altra questione aperta: quale sarà il futuro? Ovvero: useremo ancora la carta igienica, che per inciso è uno dei prodotti meno sostenibili in assoluto, o si inventerà qualcosa di diverso? Ci sono film, ambientati nel futuro, che mostrano cose strane… lascio a voi ricordare quali.

C’è da dire che come nel passato, si potrebbe guardare ad est: lì ci sono water che fanno tutto. Ma proprio tutto. E poi, parliamoci chiaro, noi almeno abbiamo il bidet!

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