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Crescenzago, un ex Corpi Santi tra l’antico e il moderno

Crescenzago è un quartiere milanese situato a nord-est di Porta Venezia. Ex Corpi Santi, venne annesso a Milano nel 1923 insieme ad altri dieci comuni.

Le sue origini vengono collocate al periodo celtico, anche se il ritrovamento nel Quartiere Adriano di alcune tombe in terracotta ha fatto ipotizzare l’esistenza di un primordiale nucleo abitativo già all’età del Bronzo (circa 3000 a.C.). Il toponimo pare invece derivi dal latino Crescenti ager, ovvero campo di Crescenzio.

Per il nucleo storico passa l’antica strada romana che un tempo attraversava la Pianura Padana e la strada Postale Veneta risalente all’inizio del XIX secolo, che oggi conosciamo come via Padova. Prima di essere definitivamente annesso a Milano nel 1923, Crescenzago venne conglobato alla città insieme ad altri 36 comuni dal 1808 al 1816 sotto Napoleone.

Crescenzago, un po’ di antico e un po’ di moderno

Il quartiere, attraversato dal Naviglio della Martesana e dal fiume Lambro, conserva splendide ville risalenti al XVIII e XIX secolo che accoglievano i milanesi benestanti nei periodi di villeggiatura. Tra queste villa Lecchi, villa De Ponti, villa Pallavicini, villa Brasca e villa Petrovic.

All’inizio del Novecento venne realizzato il nuovo ponte sulla Martesana e nel 1939 la Magneti Marelli aprì uno stabilimento per la costruzione di spinterogeni, candele e accessori per l’auto. Lo sviluppo industriale ha trasformato Crescenzago in un quartiere residenziale popolare che, in contrasto con il nucleo medievale del suo centro rimasto quasi intatto, caratterizza la sua identità.

All’interno di Crescenzago si trovano il Quartiere Adriano e Cascina Gobba. Il primo si è sviluppato tra gli anni Novanta e Duemila, laddove un tempo si trovavano gli stabilimenti della Magneti Marelli mentre Cascina Gobba ha origini più antiche ed è oggi una stazione della M2.

Crescenzago
Crescenzago

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