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Santi Re Magi nascosta in Palmanova

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Magari avrete anche notato un piccolo campanile, metà in mattoni e metà in cemento, proprio alle spalle di una piccola chiesetta. Certo, in Palmanova nessuno si sognerebbe mai di bloccare la macchina e soddisfare la propria curiosità, perciò si tira dritto. Peccato, perchè è una delle poche testimonianze rimaste della vita rurale che avremmo vissuto qui.

Immaginatevi distese di campi coltivati, fossi ed il naviglio Martesana che lento, entra nel piccolo borgo di Crescenzago. Poco fuori dal borgo, ci troviamo in località corte Regina, così chiamata da secoli, ricordo della regina Teodolinda, longobarda, che la tradizione lega fortemente a questa piccola chiesetta. Stiamo parlando quindi di un edificio dalle radici molto molto antiche.

In origine era intitolata a Santa Maria a cui poi si aggiunge un altare per San Tomaso. Nelle vicinanze della chiesa stessa avremmo trovato anche un lazzaretto dove ovviamente venivano ospitati gli appestati, questo almeno fino al 1488 quando Milano costruisce il lazzaretto di Porta Venezia, quello dei Promessi Sposi per capirci.

Quasi un secolo dopo, puntuale arriva la visita di San Carlo che affida le 200 pertiche di terreni di pertinenza della chiesetta alle cure del nuovo seminario diocesano, seminario che si occupa anche delle messe. Qui pochi decenni dopo trovano casa le monache dette Vergini di Vecchiaia: a loro si deve l’introduzione del culto dei Re Magi ed è da questo momento che la chiesetta assume il nuovo titolo.

Con le soppressioni ovviamente la chiesa perde le sue funzioni e viene venduta, per finire menomata e ridotta al rango di capanno per gli attrezzi e danneggiata dai bombardamenti. Dobbiamo il suo recupero alla sensibilità di Don Giuseppe del Corno parroco della vicina parrocchia San Giuseppe, che ne ottiene la proprietà, riuscendo a restaurarla e riconsacrarla.

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