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Parlare in corsivo? Fatto anche di peggio, ma..

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Parlare in corsivo: basta aprire un social a caso ed ecco video ed articoli su questa.. moda.

La ragazza che si è inventata questa parlata spopola e come spesso accade, si becca onori ed oneri. Tra questi ultimi la solita mandria di dementi che augura le peggio cose. A questo punto, mi verrebbe da dire, meglio il corsivo che il cervello malato di questi leoni da tastiera.

Non entro nel merito sulla questione di parlare in corsivo, in primis perchè non amo le mode e soprattutto per il fatto che credo di aver raggiunto un’età che mi permette di essere fuori da questi circuiti.

Ma non posso non pensare a quando ero più giovane e mi scuseranno alcuni miei compagni di classe delle superiori, tutti ormai prossimi al mezzo secolo, che magari non ricorderanno quanto sto per scrivere.

Correvano gli ultimi anni ’80 o forse i primi del ’90 e per una inspiegabile congiunzione astrale, per un periodo anche discretamente lungo, abbiamo usato anche noi un linguaggio tutto nostro.

Era semplice: si aggiungeva “mi” ad un verbo o ad un nome, per dare un senso particolare e bizzarro. Per fare un esempio: pennami, altro non voleva dire che dammi una penna. Paninami, prendimi un panino. E via andare. Stupido? Sì. Divertente? All’epoca certamente.

Avevamo anticipato, in un modo tutto nostro, una moda che è esplosa subito dopo Expo 2015: ogni parola doveva, assolutamente, avere il MI finale. Certo, il significato non era il nostro, ma Milano. Lo ricorderete certamente.

Parlare in corsivo? Fatto anche di peggio, ma..

Personalmente ho capito che la situazione era fuori controllo quando, lo ricordo perfettamente, un pomeriggio ero a casa, al telefono. Mia madre entrò in camera, mi disse qualcosa e mentre stava per uscire, le dissi: “mamma, portami“. Non colse il fatto che altro non volevo dire che mamma, chiudi la porta. Mi guardò e bisbigliò “cosa?”. Potevo darle torto?

Ricordi a parte, credo che in tutte le epoche ci sia un modo di parlare che gruppi di amici creano tra loro e che nel giro di poco si autodistruggano. Oggi i social altro non fanno che globalizzare, portando anche il corsivo un po’ su tutti i telefoni.

Ma, come ho avuto modo di raccontare e scrivere qualche decina di volte, i social siamo noi: siamo noi che clicchiamo condividi, mi piace e lo suggeriamo a destra e manca.

Senza questa volontà di far girare ogni cosa, parlare in corsivo sarebbe un qualcosa che.. non andrebbe sul corriere della sera. Eppure..

Come detto in altre occasioni, se Gandhi fosse vissuto oggi, lo avrebbero massacrato su fb e compagnia bella. E’ l’uso che facciamo di un mezzo preziosissimo che fa la differenza.

 

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