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La classificazione delle scorte di magazzino

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La classificazione delle scorte di magazzino favorisce una gestione più corretta delle stesse, anche dal punto di vista dello stoccaggio: ne scaturiscono processi operativi di qualità più elevata e, al tempo stesso, costi più bassi, in virtù del calo degli sprechi. Si può suddividere lo stock in tre importanti categorie: le scorte funzionali, per cui le merci vengono suddivise a seconda della funzione che rivestono; le scorte classificate a seconda del ciclo di vita, tenendo conto della durata massima dei prodotti e infine la classificazione operativa, che si basa sui livelli delle scorte in funzione delle necessità quotidiane e del tipo di organizzazione operativa.

Le scorte funzionali

Come si è accennato, la tipologia delle scorte funzionali prevede una suddivisione della merce a seconda della funzione che viene svolta. Ne fanno parte le scorte di sicurezza, le scorte di allerta, le scorte stagionali, le scorte inattive, le scorte in transito, le scorte speculative e le scorte di ciclo. Le scorte di sicurezza sono quelle destinate a essere impiegate in situazioni eccezionali, per esempio se un fornitore ritarda una consegna o se c’è un picco di ordini: aiutano le aziende a proteggersi da eventuali incertezze e garantiscono che le operazioni si possano svolgere senza interruzioni. Anche le scorte di allerta contribuiscono a prevenire la possibilità di una rottura di stock, e sono utilizzate quando ci si avvicina al punto di riordino, il cosiddetto reorder point: si tratta di un indicatore che permette di capire che è giunto il momento di produrre un ordine di approvvigionamento. Quando si arriva a un certo livello di stock, si deve effettuare il rifornimento.

Le scorte stagionali, poi, vengono impiegate quando cresce la domanda, e si accumulano nei momenti in cui la domanda è bassa. Ci sono, ancora, le scorte inattive, che corrispondono ai prodotti obsoleti o che hanno raggiunto la fase conclusiva del proprio ciclo di vita: quindi, non vengono integrati negli ordini e non si possono vendere. Le scorte in transito, in lavorazione o viaggianti, si muovono fra due punti della catena di approvvigionamento, e contribuiscono a ottimizzare il collegamento fra le aziende e i fornitori. Ancora, le scorte speculative consentono di trarre beneficio da un certo scenario di mercato, come avviene quando si ha intenzione di aumentare il prezzo di un determinato prodotto. Infine, le scorte di ciclo sono quelle che vengono accumulate in misura superiore al necessario nel breve periodo al fine di usufruire di uno sconto quantità.

Le scorte classificate in funzione del ciclo di vita

Ci sono, poi, le scorte classificate in funzione del ciclo di vita: si tratta di una tipologia di categorizzazione che fa riferimento alla durata massima di un dato prodotto, corrispondente al tempo massimo per cui la merce può rimanere ferma in magazzino. Secondo questa classificazione, abbiamo le scorte di prodotti deperibili, le scorte di prodotti non deperibili e le scorte con scadenza. Le scorte di prodotti deperibili riguardano, appunto, le merci con un ciclo di vita ben preciso, che si deteriorano nel tempo; le scorte di prodotti non deperibili, invece, hanno a che fare con prodotti che possono essere stoccati per periodi di tempo lunghi. Infine ci sono le scorte con scadenza, tipiche – per esempio – del settore alimentare: sono i prodotti che devono essere venduti entro una data di scadenza. Questa è la ragione per la quale c’è bisogno del controllo e della tracciabilità totale dello stock. Nei magazzini automatici è più semplice evitare di scoprire lotti scaduti, grazie all’impiego di un software di gestione del magazzino.

La classificazione operativa

Infine, la classificazione operativa rappresenta una soluzione ulteriore per la definizione di tipologie di scorte di magazzino: si classifica lo stock a seconda della tipologia di organizzazione operativa e tenendo conto delle necessità quotidiane. Si parla, in questo ambito, di livello ottimale, di scorte totali, di scorte nette, di scorte disponibili, di scorte minime e di scorte massime.

Il livello ottimale rappresenta il punto di equilibrio ideale sulla base degli obiettivi aziendali: viene raggiunto facilmente grazie all’automazione magazzini, e corrisponde al livello di scorte grazie a cui è possibile ottimizzare la redditività e diminuire i costi. Nei magazzini automatizzati, grazie a una gestione ottimale delle scorte e delle loro quantità, si prevengono eccessi (potenzialmente in grado di saturare il magazzino con effetti pericolosi) e rotture di stock. Mentre le scorte totali riguardano la totalità delle referenze a disposizione in magazzino, le scorte nette indicano tutte quelle che si trovano in magazzino eccezion fatte per quelle che devono essere ancora elaborate o destinate agli ordini. Le scorte disponibili includono anche i prodotti inviati dai fornitori e non ancora ricevuti.

Ci sono, poi, le scorte minime e le scorte massime, che rappresentano rispettivamente la quantità minima e la quantità massima di referenza e di materiali che devono essere tenuti in magazzino per garantire una gestione ottimale.

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