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Milano domani: cosa possiamo aspettarci?

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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Domenica, ultimo giorno di zona arancione visto che da domani il colore sarà giallo. Un cambiamento che forse ci va ancora un po’ stretto, sopratutto per le attività che non possono ancora lavorare a pieno regime, ma che rispetto ad un paio di settimane fa, ci fa sorridere di più.

Rosso, arancione, giallo e chissà poi bianco: tutti speriamo davvero che nel minor tempo possibile, compatibilmente con l’evolversi della situazione virus, si riesca a tornare a fare una vita che, ancora oggi, definiamo normale.

Ci siamo già addentrati sul concetto di tornare alla normalità e non vogliamo scriverne ancora. Quello di cui oggi vorremmo discutere e soprattutto avere un vostro pensiero, è legato ad una affermazione del sindaco Sala, estrapolata durante un’intervista tv. Anche se è solo una frase, presa da un contesto più lungo, non è snaturata nel suo significato.

La frase è la seguente ed è una risposta alla domanda su Milano dopo questo periodo terribile: “Ci sarà credo un po’ più di lentezza e più consapevolezza della questione ambientale. Quello di cambiare dopo la pandemia sarà anche un lavoro creativo perché qualcosa dovrà cambiare“.

E’ sul primo concetto che vorremmo aprire una discussione, possibilmente costruttiva: voi siete d’accordo sul fatto che Milano potrebbe o dovrebbe essere un po’ più lenta e che la questione ambientale sarà un qualcosa a cui tutti guarderemo con più attenzione?

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