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Inganni, una via, una fermata, un pittore

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Danilo Dagradi
Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

Inganni, negli anni in cui andavo a scuola era il capolinea della metropolitana rossa. Poi arrivò Bisceglie…

 

Miei ricordi a parte, la fermata della metro così come la via, sono intitola ad Angelo Inganni, pittore nato a Brescia agli inizio del 1800.

Fu il padre a volerlo a bottega fin da piccolo: qui iniziò ad occuparsi di dipinti a soggetto sacro, visto che il padre era molto richiesto dalle chiese della zona.

angelo inganni
angelo inganni

Durante il servizio militare non smise di dipingere: ogni occasione era buon per prendere il pennello e disegnare. Questa sua passione non passò inosservata: il maresciallo Radetzky gli chiese un ritratto e il lavoro fu talmente ben accolto che come riconoscimento venne dispensato dalla leva e fa in modo che venga iscritto all’Accademia di Brera.

Dall’accademia a via San Marco la strada è poca e qui il nostro Angelo Inganni apre il suo showroom, come lo chiameremmo oggi e in poco tempo diventa uno dei più apprezzati vedutisti: le richieste arrivano da ogni parte del regno (il lombardo-veneto) e non solo.

Quello che caratterizza i lavori di Inganni sono i dettagli: guardando per esempio i suoi dipinti delle zone di Milano, si nota con assoluto piacere quanto fosse attento a “riprendere” con fedeltà quello che aveva davanti agli occhi.

angelo inganni
angelo inganni

Inganni nel 1845 si occuperò degli affreschi prima della chiesa di San Marco e poi San Carlo al Corso, senza però lasciare i suoi amati dipinti. In seguito alla morte di sua moglie, dopo essersi trasferito a Gussago, si risposa con una sua allieva.

Muore nel 1880 lasciando incompiuto un dipinto dedicato alla Cinque Giornate.

Qui sotto due sue opere a cui si aggiunge quella di copertina: l’invito che vi faccio è quello di cercare sia sul nostro sito che altrove altre opere di questo incredibile pittore: è grazie ad Inganni infatti se riusciamo a volte a rivedere il passato della nostra città ed averlo così bene evidente.

angelo inganni
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