Rescaldina, situata a nord ovest, dista circa 25 km da Milano. Sulle sue origini non si hanno tracce salvo il ritrovamento di un’ara in pietra che si pensa possa essere la testimonianza del passaggio della strada romana che passava nella Valle Olona. Si presume che il primo insediamento fosse dei monaci Cistercensi che qui costruirono una grangia, bonificarono le terre circostanti e le coltivarono. Col passare del tempo si svilupparono due distinti borghi rurali: Rescalda e Rescaldina.

Rescaldina, nel 1570, venne elevata a parrocchia da San Carlo Borromeo che la mise sotto la Pieve di Legnano. Rescalda, invece, entrò a far parte della Pieve di Busto Arsizio solo nel 1608, in seguito alla costituzione di una rendita per il mantenimento di un sacerdote da parte dei suoi abitanti, resasi necessaria per poter avere una parrocchia autonoma negata al momento della sua richiesta.

A partire dal XIII secolo il borgo rescaldinese diventò prima un possedimento visconteo e poi sforzesco. Dal XIV secolo invece fu la casata dei Lampugnano a dominare la scena e ad influenzare gli avvenimenti di quel periodo. Dopo l’Unità d’Italia e l’unificazione di Rescalda con Rescaldina, il comune, che fino a questo momento aveva basato la sua economia solo sull’attività agricola, vide anche uno sviluppo industriale con l’insediamento e la crescita della Bassetti e con l’affermazione del settore metalmeccanico e metallurgico, in particolar modo nella fusione della ghisa.

Facendo quattro passi per il paese in via Da Giussano troviamo la Chiesa di Santa Maria Assunta, la più antica di Rescaldina, edificata nel 1300. Al suo interno è custodita una tela risalente al ‘700 dove è rappresentata la Sacra Famiglia. Vi è poi la più recente chiesa parrocchiale dei Santi Bernardo e Giuseppe in Piazza della Chiesa risalente ai primi del ‘900 dove possiamo vedere un prezioso crocifisso del ‘600.

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