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Motta Visconti, situato nella cerchia più esterna dei comuni in provincia di Milano, sfiorato dal corso del Naviglio di Bereguardo, fa parte del Parco Lombardo del Ticino.

 

Sulle sue origini non ci sono tracce ma, in base al toponimo del nome che in gallico significa terreno rialzato, si pensa che esistesse già in epoca celtica o romana. Il nucleo originario era quello di Campese che venne nominato per la prima volta in un documento di compravendita di terreni del 1137. Sull’anno della nascita di Motta non si hanno certezze, si presume che sia stato edificato nell’XI secolo e che nel corso del tempo abbia assorbito Campese.

Motta, fattasi signoria, diventò un possedimento della famiglia Visconti di cui Azzone, fondò la Cappellania di Sant’Antonio mentre nel 1425 fece costruire la chiesa dedicata a Sant’Antonio a cui, nel 1455, si aggiunse il titolo di Cristoforo. Oggi questa antica basilica non esiste più, sulle sue fondamenta è nata la chiesa di Sant’Antonio Abate nel 1762. Motta, governata dai Visconti prese il nome di Motta Visconti.

Sotto Ludovico il Moro il feudo venne assegnato ai Crivelli, ai Carcano e ai Castiglioni e, successivamente, ai Battista che ne rimasero proprietari fino al 1751 quando passò alla Regia Camera per mancanza di discendenti diretti.

In via Soriani si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. L’edificio che vediamo oggi è frutto di una ricostruzione del 1782 sulla chiesa originale del ‘400 voluta dai Visconti di Cislago. In stile barocchetto lombardo ha un campanile alto 35 metri. Al suo interno sono conservate tele seicentesche.

San Giovanni Battista è il patrono di Motta Visconti e a giugno, per tutto il mese, viene organizzata una festa in suo onore. Ogni fine settimana si alternano bancarelle, concerti e cene per tutto il paese. Vi è anche la Sagra delle Ciliegie e non mancano spettacoli teatrali, il San Rock Festival, la Sagra del Patrono, la Notte Bianca e un raduno di moto d’epoca.

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