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Palazzo Berri Meregalli, la magia dell’eclettismo milanese

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Palazzo Berri Meregalli si trova all’angolo tra via Cappuccini e via Vivaio, non molto distante da Corso Venezia.

E’ uno degli edifici più rappresentativi dell’eclettismo architettonico milanese, frutto del geniale progetto di Giulio Ulisse Arata. Tra il 1911 e il 1913 l’architetto piacentino ha fatto sorgere un edificio con elementi romanici, gotici, rinascimentali e liberty che sapientemente si combinano tra di loro trasmettendo una forte idea di monumentalità.

Guardando la facciata si distinguono i tipici tratti liberty con i putti scolpiti che adornano gli archi dei piani alti e gli elementi in ferro battuto, opera del mastro ferraio Alessandro Mazzucotelli che ha eseguito anche alcuni affreschi.

Entrando, appena varcato il portone d’ingresso, si notano i mosaici e le decorazioni dei soffitti, opera di Angiolo D’Andrea e di Adamo Rimoldi. L’attenzione viene catturata dalla scultura in marmo di Adolfo Wildt, intitolata “La Vittoria” collocata in fondo all’androne.

Lo scultore ha rappresentato la vittoria come un dramma, come un grido di esultanza che è insieme un grido di dolore. La identifica solo con un volto e un’ala senza corpo, a simboleggiare la dimensione spirituale della vittoria che si risolve nella spinta ideale e nel grido.

Si notano, inoltre, alcuni richiami allo stile dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì, che insieme agli altri stili presenti denotano la minuziosità del progetto.

Palazzo Berri Meregalli è stato costruito insieme ad altri due edifici situati nella zona che hanno elementi comuni; entrambi sono noti come casa Berri Meregalli di cui la prima è situata in via Mozart e la seconda in via Barozzi.

Se passate da queste parti venite a dare un’occhiata a quest’eclettico palazzo elegante e misterioso, vi piacerà. Facendo quattro passi, poi, potete raggiungere la splendida Villa Necchi Campiglio, altra meraviglia milanese.

Qui sotto potete vedere un video realizzato qualche mese fa: per quanto sia fatta dall’esterno, salvo una sbirciata dal portone d’ingresso, vi può dar modo di carpirne l’essenza


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