Revere: ci troviamo nella provincia di Mantova tra le strade di un borgo medievale che, in principio, era un’isola circondata dalle acque del fiume Po. A quel tempo, con ogni probabilità, il territorio era abitato da popolazioni etrusche a cui succedettero quelle romane. La prima traccia scritta su Revere risale all’anno 883 dove l’imperatore Lotario nomina i terreni accanto al Castrum di Revere come proprietà del monastero di S.Zeno.

Poco più di un secolo più tardi, nel 1001, la vicaria imperiale Matilde di Canossa, feudataria del territorio reverese, dona la proprietà al monastero di Polirone. E’ al 1125 che si fa coincidere la nascita vera e propria del borgo: la parte in cui sorgeva il castello, situata lungo il corso del Po, era un punto strategico e redditizio grazie ai proventi della riscossione dei dazi dovuti per il transito sul fiume. Modenesi e reggiani costruirono qui un fortilizio pensando di tenere alla larga i mantovani che, nel 1163, alleati coi bresciani, attaccarono la fortezza vincendo.

Giriamo per Revere

La roccaforte venne rafforzata con la costruzione di sette torri e l’isola di Revere venne concessa, da parte dei vescovi di Mantova, alla famiglia Gonzaga che, nel 1377, edificò un castello nell’ambito della fortezza. Successivamente il castello venne trasformato nel Palazzo Ducale, oggi sede degli Uffici Municipali e del Museo del Po. Nel 1748 Revere diventa un possedimento austriaco e poi francese. Sconfitto Napoleone il comune reverese passa al Lombardo-Veneto e tale rimane fino alla nascita del Regno d’Italia.

L’architettura più importante qui presente è senza dubbio il Palazzo Ducale, opera dell’architetto Luca Fancelli, che si trova in Piazza Castello. Avvicinandoci vediamo che nello spazio antistante al palazzo svetta una torre, unica testimonianza rimasta delle sette della fortezza. Nel corso dei secoli essa ha subito diversi restauri, tutti conservativi salvo quello cinquecentesco in cui la struttura è stata modificata per permettere il posizionamento di una torre campanaria.

Accedendo al Palazzo Ducale notiamo un portale dalla fattura prettamente fiorentina, evidente opera del Fancelli con le lesene scanalate e i capitelli corinzi sovrastati da un architrave ed un timpano. All’interno ci accoglie uno splendido cortile porticato con doppie colonne da dove si accede all’interessante Museo del Po, dedicato al fiume, al suo territorio e alle sue genti. Da vedere anche il mulino natante, appendice esterna del museo, dove la macinazione avviene su un impianto galleggiante.

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