Padernello, frazione di Borgo San Giacomo, luogo incanto della provincia di Brescia, dove il castello quattrocentesco si specchia nel suo fossato portando chi lo osserva in epoche lontane.

 

La sua edificazione fu voluta dalla famiglia Martinengo che, proveniente da Bergamo, si era insediata a Padernello già nell’XI secolo. L’inizio della sua costruzione risale alla fine del XIV secolo. Si ha una testimonianza datata 1391 dell’esistenza di una casa-torre circondata da un doppio fossato a vedetta del territorio circostante costituito da vitigni, pascoli e boschi. Questo primo impianto con quattro torri angolari risale all’epoca in cui il capostipite della famiglia era Bernardino Martinengo.

Il secolo successivo la costruzione andò avanti, intorno al 1470 il castello di Padernello aveva un mastio da cui si poteva controllare l’intero territorio circostante e, nel caso fosse stato necessario, colpire gli invasori dalle feritoie protetti dalle solide mura. Venne inoltre realizzato sul lato nord un elegante porticato di colonne impreziosite da scudi con l’aquila imperiale, simbolo della casata.

Nel corso del tempo il castello andò incontro a diversi rimaneggiamenti. Nel ‘700 il conte Gerolamo Silvio lo trasformò in villa signorile rinnovando l’architettura interna: venne realizzato lo splendido scalone tutt’oggi esistente, opera di Giovanni Battista Marchetti, venne costruita la sala da ballo ed infine eretta la cappella. Il conte volle anche ingentilire l’aspetto esterno rimaneggiando la facciata posta a nord e quella posta a est con l’aggiunta di alcuni balconcini in pietra e ringhiere in ferro battuto.

La casata dei Martinengo andò avanti per più di quattro secoli e si estinse per l’assenza di eredi maschi. Il castello di Padernello passò quindi, nel 1861, nelle mani della famiglia Salvedego grazie alla discendenza di un cugino di Girolamo Silvio II, ultimo Martinengo in vita. Filippo Molin Ugoni Salvedego fu l’ultimo conte a risiedere nel maniero. Alla sua morte il castello rimase abbandonato per lungo tempo.

Nel 2005 l’edificio è stato acquistato dal comune di Borgo San Giacomo che, insieme ad un gruppo di imprenditori, ha iniziato a sistemarlo con dei lavori di restauro. La Fondazione Castello di Padernello si occupa di promuovere iniziative e manifestazioni in loco.

Tra le mura della fortezza si dice che si aggiri una presenza eterea, una Dama Bianca che ogni dieci anni, nella notte del 20 luglio, si palesa vestita di bianco con in mano un libro aperto dorato: è la figlia del conte Gaspare Martinengo che, nel 1480, precipitò nel fossato distratta dalle lucciole. Cosa ci sarà scritto in quel libro? Solo la Dama Bianca potrà dirvelo, se vorrà.

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