Fortunago. Oggi ci addentriamo nell’Oltrepò Pavese alla scoperta di uno dei luoghi più pittoreschi e panoramici dell’intera zona.

 

In antichità qui si stabilirono i Celti e, successivamente, i Longobardi che posero la loro capitale a Pavia. Nel X secolo Fortunago entra a far parte del Comitato di Tortona insieme ai comuni circostanti.

Nel 1164 Federico Barbarossa, dopo aver conquistato i territori della zona, mette Fortunago nelle mani del principato di Pavia consegnandolo alla famiglia Malaspina. Esiste un documento, risalente al 1191, che testimonia la sudditanza del feudo fortunaghese a Pavia.

A partire dalla metà del ‘300 la proprietà del feudo, che inizialmente era del capitano dei Visconti Luchino Dal Verme, passò a Girolamo Riaro, signore di Imola e Forlì, per poi arrivare alla famiglia Botta che acquistò molti dei feudi della zona circostante i quali, tutti insieme, andarono a formare un unico Marchesato. Alla metà del ‘500 tornò nelle mani dei Malaspina.Un paio di secoli più tardi Fortunago entra a far parte della provincia di Bobbio. Diventerà poi parte del territorio francese sotto Napoleone. Nel 1923 passa sotto al circondario di Voghera.

Fortunago, un borgo antico

Dirigendoci verso il paese percorriamo la strada provinciale. All’orizzonte si delinea una collina sul cui apice svetta la sagoma di una chiesa. Parcheggiamo in basso e proseguiamo a piedi. Le vie sono strette, chiuse tra antichi muri di pietra. Sui davanzali delle case le cascate di fiori danno una nota di colore. Arrivati in cima ci troviamo di fronte la Chiesa Parrocchiale della seconda metà del Cinquecento e il Palazzo Comunale, che una volta era una casa-forte. Ammiriamo un attimo il panorama. Da qua si vede il castello di Montalto Pavese.

Andiamo ora più in basso a vedere la seicentesca chiesa di San Giorgio che conserva un trittico a tempera su legno e un affresco dell’Annunciazione dipinto nella lunetta sopra il portale. Uscendo vediamo i resti dell’antico castello risalente al Quattrocento con le fondamenta di una torre rettangolare.

Dopo aver girato in lungo e in largo per il borgo ci accorgiamo che si è fatta una certa ora.Che dite? Andiamo a mangiare qualcosa? Ci hanno detto che qui i malfatti sono molto buoni.



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