Santa Maria Incoronata
Santa Maria Incoronata

Oggi andiamo a visitare la chiesa di Santa Maria Incoronata. Siete pronti? Con la metro potete scendere a Moscova: se siete fortunati e prendete l’uscita giusta, potreste trovarvi davanti la statua di Giovanni Battista Piatti. Magari il nome vi dirà poco, ma sappiate che Lui è il papà del nonno del martello pneumatico: senza la sua invenzione il traforo del Frejus sarebbe stato difficilissimo da fare!

Prendiamo corso Garibaldi nella direzione che ci porta ad avvicinarci ai nuovi palazzi che vedete già sullo sfondo: non consideriamo i locali che ammiccano con le loro bevande e stuzzichini ad arriviamo all’incrocio con via Marsala. Sulla nostra destra ecco la strepitosa Santa Maria Incoronata. E’ un caso particolare di chiesa doppia, quasi come quella di S. Cristoforo al Naviglio, solo che qui le due parti sono proprio uguali!Vi diciamo subito che la più vecchia ( eh già, non è stata sempre doppia… è nata singola!) è quella di sinistra ed era  intitolata a S. Maria di Garegnano.

Agli inizi del Quattrocento, fu costruito accanto alla chiesa un convento per i padri agostiniani, che restaurarono l’antica chiesa nello stile tardo gotico; dato che i lavori terminarono in occasione dell’incoronazione di Francesco Sforza a Duca di Milano (1451), la intitolarono a Santa Maria Incoronata; 9 anni dopo la moglie del Duca, erede dell’ultimo Visconti, Bianca Maria, volle che, a lato della chiesa  ne fosse costruita una seconda, del tutto identica e collegata a essa in modo da formare un’unica nuova chiesa. Una unione ancora più materiale tra Visconti e Sforza.

Prendiamo via Marsala, percorriamola tutta e superiamo l’incrocio con via Solferino: ecco sulla nostra sinistra la Conca dell’Incoronata o Conca delle Gabelle. Questo è tutto quello che oggi possiamo vedere dell’ingresso della Martesana in città. Lasciamo a voi, ognuno a suo modo, le suggestioni che possono arrivarvi immaginando un tempo questa zona con l’acqua (e come già scritto….tornerà l’acqua??)

Se avete tempo, voglia e la fortuna di trovarlo aperto, proprio a pochi passi da dove siete c’è il Museo del Naviglio: potreste vedere diverse stampe e dipinti della Milano che fu.


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Danilo Dagradi
Abbandonata agli inizi degli anni 2000 una carriera tra numeri e percentuali, riscopro la passione per Milano e la sua storia ma senza pensare che potesse diventare un lavoro. Con la nascita dei primi social network, avvio un'attività incentrata sulla gestione della comunicazione attraverso anche questi strumenti. Attività che svolgo tutt'ora come Social Media Strategist per aziende e professionisti. Con l'avvio del progetto Milano da Vedere prima e Se Parla Milanes in un secondo momento, divido le mie giornate tra la storia di Milano ed i numeri dei social network...

4 Commenti

  1. Stupendo racconto anche perché io amo Milano e tutti gli ultimi venerdì del mese raccolgo e racconto in un centro anziani AMARE MILANO storie di Milano con accompagnamento musicale di canzoni milanesi.

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